L’ultima neve di primavera

L’ultima neve di primavera

“Non lasciarti scappare la vita”: l’esortazione riecheggia nella mente di Tonia, giovane donna nata e vissuta a lungo sul tetto del mondo, un paesino della Catalogna, La Carena. Tonia è ora sposata ad un ragazzo che non ama, un uomo impostole dalla famiglia. Robert l’ha scelta, assieme a sua madre, perché la ragazza è forte e robusta, e potrà lavorare nella loro locanda. Non si sente padrona, Tonia, con la madre di lui troppo presente e che la comanda, e solo una gravidanza e la disperazione per la perdita dei primogeniti, gemelli, può darle riposo e conforto, grazie all'aiuto di una giovane serva. E che ne è di Miquel, quel cugino tanto amato, dall'animo sottile e sensibile? Lali è una giovane donna che vive a Barcellona; figlia di due professori di Filosofia, ha avuto una infanzia felice fino alla nascita dei gemelli. Lali ha dovuto cambiare scuola, ed è stata vittima di bullismo: dall’animo gentile, introversa, la ragazza crea un mondo parallelo, una vita “altra”,e trascorre lunghe giornate in compagnia della sua amica immaginaria. Poi Lali cresce, diventa una cuoca esperta, con rammarico dei genitori, e convive con l'uomo che ama, ma capisce che non è quella la sua strada, che il ritorno alle proprie origini è obbligatorio per conoscere se stessi...
I vari capitoli alternano le vite delle due donne, quella di Tonia dei primi del '900, più recente quella di Lali, ma sono inevitabilmente accomunati da un enigma - quello del quadro che Tonia vede dipingere da Miquel, e che Lali porta con sé dall'infanzia - e dall'amore per la letteratura e la scrittura, che sono per le due donne valvola di sfogo e fuga dalla realtà. Donne che vivono gli stessi drammi: matrimonio, parto, sofferenza, suocere e mariti difficili; ma se Tonia è obbligata ad amare un marito che non vuole e non può amare chi veramente desidera, Lali può decidere di non sposarsi, però convivere con l'uomo che ama; se Tonia può leggere solo grazie al parroco del paese, Lali può studiare,leggere, scrivere liberamente, eppure rifiuta l'istruzione che vorrebbero per lei i genitori. E Miquel e Jordi, i personaggi maschili, altro non sono che l'alter ego l'uno dell'altro. La penna di Blanca Busquets è formidabile: pur regalandoci un romanzo leggero, il continuo rimando ai pensieri delle due donne dona al libro un'aura cupa, e permette di affrontare argomenti importanti quali la violenza sulle donne, l'emancipazione femminile, il diritto allo studio e il diritto di amare senza freni né sovrastrutture chi davvero si ama, senza obblighi né falsi moralismi. Il titolo italiano del libro rimanda ad un film del 1973, la cui storia nulla ha a che vedere con quella narrata in questo romanzo. E allora la domanda sorge spontanea: perché distruggere un titolo come La nevada del cucut?

 

 

 

 
 
 
 
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