L’ultima parola

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Questa è per Harry la cosiddetta grande occasione, quella che tutti aspettano nella vita e che a qualcuno non capita mai; la gioia e l'eccitazione sono tali che quasi piange. Del resto pensa di averne il diritto, di meritarsela: sono passati un paio d’anni da quando infatti, vicino alla trentina, ha pubblicato una biografia di Nehru, che, seppur condita con gli ingredienti moderni (accoppiamenti interrazziali, alcolismo, anoressia, sodomia), è stata ritenuta illuminante, molto ben accolta, amata anche dagli indiani e con molto materiale inedito. Ma una cosa del genere per lui è un “compitino”, niente di più, niente di meno. Adesso recensisce, insegna e cerca progetti con cui farsi un nome, e oggi, in questa luminosa domenica mattina, Harry e Rob sono sul treno per Taunton per andare a trovare Mamoon nella casa in cui il leggendario scrittore ha passato gran parte della sua vita adulta, e che adesso divide con la seconda moglie, Liana Luccioni, una briosa italiana che aveva da poco superato i cinquanta. Il mondo fuori dal finestrino ‒ la sua Inghilterra – di solito rilasserebbe Harry, se non fosse che Rob, come un allenatore di pugilato, si ostina a pungolare e spronare il suo ragazzo per prepararlo al combattimento che lo attende…

Spesso due persone che non hanno pressoché nulla in comune sono in realtà molto più simili di quanto siano disposte ad ammettere e siano in grado di rendersi conto autonomamente: perché già il fatto di appartenere alla specie umana le rende in qualche modo sorelle, e il confronto non fa che accentuare queste caratteristiche. A maggior ragione le somiglianze aumentano se condividono il mestiere, quello, nel caso specifico, dello scrittore: uno però è una vera autorità, anziano ma prorompente, caustico, disilluso, annoiato da tutto, idolatrato ma pressoché in bolletta, l’altro, invece, è giovane, introverso e timido, e viene ingaggiato da una casa editrice indipendente per scrivere la biografia del venerato maestro. Pertanto è per forza di cose costretto a scavare nell’esistenza di un altro: questo, però, gli impone di guardare anche dentro di sé… Romanzo avvincente e metaletterario, allegorico per quel che concerne il valore stesso della scrittura e della letteratura, che non ha un fine pratico, e dunque è indispensabile, mette a confronto con stile semplice, chiaro, ampio ed elegante due visioni del mondo contrapposte, che dal dialogo traggono linfa vitale.



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