L’ultima passeggiata

L’ultima passeggiata
La notte del 4 gennaio 1918, a Roma, su un argine del lungotevere Marzio, venne rinvenuto il cadavere di una ragazza ventenne uccisa da un colpo di rivoltella ala tempia. I pochi indizi disponibili consentirono all’epoca di archiviare frettolosamente il caso, considerandolo il suicidio di una sventurata profuga friulana. Salvo poi riaprirlo, in un secondo tempo, quando per puro caso venne accertano che il corpo della defunta apparteneva in realtà a quello della figlia del celebre e facoltoso antiquario Augusto Cortese. Beatrice si era lasciata irretire dalla malia seduttiva di Vittorio Emanuele Morales, un libertino scaltro e dissoluto, millantatore e cocainomane, che l’aveva sposata unicamente per estorcere denaro alla sua famiglia. La vicenda, mai del tutto chiarita, desta ora la curiosità di Lisa Gritti, una giovane sceneggiatrice che conduce ricerche sui comportamenti criminali dei primi anni del Novecento. Desiderosa di comprendere il meccanismo e le ragioni che condussero al delitto, decide di rivolgersi a Giacomo Sanfelici, anziano ed eminente penalista, autore di autorevoli studi sul dramma della colpa e del giudizio… 
Se siete alla ricerca di un noir acceso dai bagliori di imprevedibili risvolti psicologici, entrate nella prima libreria e acquistare l’ultimo libro di Gabriella Guidi Gambino, autrice pluripremiata di romanzi, racconti, raccolte poetiche, testi e servizi televisivi per la Rai. La trama, sostenuta da una scrittura sinuosa e avvolgente, è ambientata nel clima decadente della Roma di inizio Novecento ed è incentrata su di un tragica vicenda che ha per protagonista una ragazza inchiodata all’infelicità dal matrimonio con un sordido frequentatore dei bassifondi del vizio. Ma vittima a sua volta di un morboso rapporto passionale con Marta Angeli, bella e lussuriosa, avida e spregiudicata. La narrazione scorre elegante e scorrevole nella tormentata ricerca di una verità non difficile da intuire. ma pur sempre dolorosa da ricostruire; nelle rievocazioni dell’anziano criminologo, nelle amare e disincantate riflessioni integrate qua e là da dotte citazioni; nei dialoghi con la giovane ricercatrice e perfino nelle pagine di un’agendina rossa. Ne viene fuori un noir niente affatto secco e fulmineo, ma scritto con intelligenza, delicatezza e profonda umanità, offrendo al lettore un affresco vivido e graffiante di un ambiente e di un tempo non troppo lontani dalla nostra attualità. 

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