L’ultima ragazza

L’ultima ragazza
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Iraq, 2014. Nadia è una ragazza serena, che si appresta a frequentare l’ultimo anno di liceo a Kocho, il villaggio yazida in cui è nata. La casa dove vive con la sua numerosa famiglia è accogliente, abbellita dall’amore e dall’ironia benigna di sua madre Shami, che riesce ad alleviare ogni pena. Nadia ha la passione per i capelli e le acconciature: il suo sogno, infatti, è quello di aprire un salone di parrucchiere. Adora sfogliare il suo album verde, dove custodisce segretamente le foto di ogni sposa del villaggio. Le piace guardare le loro belle capigliature agghindate e sogna di poterne pettinare tante di spose nel suo salone. La sera fa molto caldo e per trovare refrigerio, tutta la famiglia dorme sul tetto, in quel posto dove si vedono le stelle e dove si chiacchiera allegramente. Un giorno, però, le chiacchiere allegre vengono sostituite dalla paura che diventa presto terrore: l’ISIS è alle porte. I combattenti jihadisti, che già hanno preso le terre confinanti, giorno dopo giorno conquistano il villaggio, seminando panico tra gli abitanti e pretendendo la loro conversione. Tutti coloro che non si convertiranno saranno portati via! Nell’arco di pochi giorni, Nadia e la sua famiglia sono costretti ad abbandonare la loro casa. La mattina in cui lasciano la loro cara dimora, sua madre brucia tutte le foto: nessun pezzo della loro vita deve finire nelle mani degli invasori. Vengono radunati insieme agli abitanti dell’intero villaggio nella scuola, quella che Nadia adora, dove adesso si sente prigioniera. I suoi occhi in pochi minuti, vedono ammazzare sei dei suoi fratelli, la vedono strappata dalle braccia di sua madre e trasformata in sabaya. Nadia è appena diventata una schiava del sesso dell’ISIS…

Nadia si ritrova in un mercato con le sue nipoti e si rende conto che non è un mercato qualsiasi, ma quello delle schiave, dove l’ISIS vende le donne rapite. Le vergini giovanissime valgono molto si più. Nadia viene venduta a Hajji Salman uno dei giudici dell’ISIS tra i più efferati. Inizia così il suo viaggio verso Mousul e quello che la aspetta va oltre il peggiore dei suoi pensieri. Nadia non è l’unica sabaya: come lei tante altre ragazze vengono abusate, maltrattate e lasciate lentamente morire… Una drammatica testimonianza quella di Nadia Murad, rapita e tenuta prigioniera dall’ISIS con l’unica colpa di non professare la stessa religione. L’ultima ragazza è un libro carico di sofferenza e di dolore, dello strazio di una giovane donna abusata, maltrattata, picchiata e ferita nel fisico e nell’animo, in quell’animo che è rimasto sempre scrigno serrato della sua dignità. Nadia Murad, sopravvissuta alle atrocità dello Stato Islamico, premio Nobel per la Pace nel 2018, oggi è la prima ambasciatrice ONU per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani. La semplicità della scrittura e dello stile del libro, impreziosito da fotografie di Nadia e della sua famiglia, rendono la lettura scorrevole, pur esaltando all’ennesima potenza le più vive emozioni. È tangibile la gioia di vivere della comunità yazida, la piccola congregazione curda che pratica il Culto degli Angeli: quella stessa gioia che viene lacerata dall’invasione dell’ISIS e dal genocidio che ne consegue. Diventa allora palpabile l’agghiacciante tormento di un’intera minoranza etnica, vissuto attraverso gli occhi di una ragazza a cui è stato tolto tutto e che comunque a testa alta ha sempre urlato il suo orgoglio di essere yazida. Nadia Murad, ha intrapreso un’azione legale contro i comandanti dell’ISIS, non per sete di vendetta, ma per voglia di giustizia, affinché lei stessa possa essere “l’ultima ragazza” a sopportare simili torture.



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