L’ultima ragione dei Re

L’ultima ragione dei Re
Dopo la morte dell'erede al trono Ladisla, tutti i nobili di Adua sono in fermento per l'elezione del nuovo sovrano. Il Superiore Glokta arranca tra i corridoi e le interminabili scale del Palazzo di Lord Ingelstad, “trascinando l'inutile piede sulle mattonelle” mentre i colpi del suo bastone riecheggiano tra le modanature dell'altissimo soffitto. Tocca a lui, proprio a lui, andare in giro ad elemosinare voti per conto dell'Arcilettore Sult. E come se non bastasse, deve tener fede ai debiti contratti con i banchieri Valynt&Blank, che lo hanno sostenuto durante l'assedio di Dagoska. Nel frattempo nel Paese dilaga il caos; un uomo che tutti chiamano il Conciatore incita il popolo alla ribellione mentre gli unici due reggimenti dell'esercito rimasti ad Adua bastano a malapena a mantenere l'ordine in città. Bayaz, Jezal, Ferro, Logen e Fratel Piedelungo ritornano a mani vuote dal loro viaggio ai confini del mondo e le loro strade sembrano separarsi definitivamente...
L'ultimo capitolo della trilogia La Prima Legge ci conduce per mano verso un finale inaspettato e dal gusto amaro come quello della sconfitta. La nostra illusione di veder cambiare persino personaggi sanguinari come Logen Novedita o come la dura Ferro Maljinn; le speranze di un riscatto per Sand dan Glokta, inquisitore inclemente del quale tuttavia abbiamo imparato ad apprezzare il personale senso di giustizia e ad ammirare il coraggio; tutte le nostre aspettative vengono spazzate via dall'epilogo cinico e disincantato di Abercrombie. Logen, ebbro di sangue, si arrende alla sua vera natura: “aveva fatto finta di essere un uomo nuovo, ma era una menzogna... Lui era Novedita il Sanguinario e per quanto si sforzasse, lottasse e desiderasse essere qualcun altro, non poteva evitarlo”. Glokta, nonostante tutti i suoi tentativi di affrancarsi dal giogo dei potenti, soccomberà sconfitto agli intrighi di Bayaz, del quale si scopre finalmente la natura scaltra e avara di potere. Scene crude e sanguinose, l'inconfondibile stile incalzante e tagliente, i personaggi cesellati nei minimi particolari, il colpo di scena finale, fanno dell'ultimo episodio della trilogia la degna conclusione di una pièce straordinariamente allestita e della quale solo alla fine si scopre il burattinaio. 

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER