L’ultima vedova sudista vuota il sacco

L’ultima vedova sudista vuota il sacco
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

1980, Falls, Nord Carolina. Lucy Marsden ha 99 anni e tante cose da raccontare. Non solo per la sua veneranda età, ma perché è stata la moglie di un personaggio famoso, il Capitano dell’esercito sudista William Marsden, che ha sposato quando aveva solo 15 anni e lui 46. Marsden era una vera celebrità locale, e più diventava vecchio più a interessarsi a lui e ai suoi teatrali racconti di battaglie della Guerra Civile erano i notiziari nazionali, che spedivano troupe televisive al Sud mettendo a soqquadro la casa – che ormai era una specie di museo – e importunando Lucy – che ormai era una specie di guida turistica – per filmare quell’incredibile reduce del passato, quell’uomo incartapecorito ma dalla voce ancora tonante, con la giacca dell’uniforme grigia allacciata sopra al pigiama, la barba bianca a cespuglio e le cataratte “grosse come cubetti di ghiaccio”. Oggi invece è lei a essere intervistata: alla casa di riposo l’è venuta a trovare una giovane cronista e Lucy davanti al registratore non si fa pregare e racconta, racconta. Racconta per esempio di quando Marsden e il suo amico del cuore Ned Smythe, entrambi tredicenni, nel 1862 barando sulla loro età si arruolarono nell’esercito dell’Unione e “partirono tenendosi per mano come avrebbero fatto due mocciose di quell’età”. La madre di Marsden aveva chiesto tra le lacrime all’ufficiale comandante se i ragazzi avrebbero dovuto combattere anche sotto la pioggia. Con un tatto di altri tempi, l’ufficiale aveva risposto “Dipende”. Pochi mesi dopo, William è già un tiratore scelto e Ned il trombettiere-mascotte della Compagnia, adorato da tutti. Un giorno si imbattono in questa grande pozza d’acqua pulita vicino a un mulino e tutti si fanno il bagno ridendo, scherzando e cantando. Non sanno che su un vecchio salice lì vicino si è nascosto un cecchino yankee che bang! uccide Ned prima di venire ucciso a sua volta e fatto a pezzi a coltellate per vendetta dai sudisti sconvolti. Il più sconvolto di tutti è William, che sembra un giovane Achille che ha perso il suo Patroclo e non vuole rassegnarsi alla morte dell’amico, dell’amato…

L’esordio letterario di Allan Gurganus, datato 1989, è un libro notevole in molti sensi, a partire dalla lunghezza “monstre”, ben 1173 pagine. Ci sono voluti più di sette anni all’autore – originario di Rocky Mount, a pochi chilometri dalla casa di riposo in cui è ricoverata Lucy Marsden nel romanzo – per portare a termine il manoscritto, che nella versione originale era lungo il doppio (!!). Tutto inizia nel 1981 per puro caso, quando sfogliando un giornale nella segreteria di una piscina Gurganus nota un articolo sulle poche “vedove della Guerra Civile” ancora in vita in quegli anni (l’ultima, Daisy Cave, morì nei primi anni ’90): “L’articolo diceva che c’erano ancora 19 donne che prendevano la pensione per la guerra di Secessione, a oltre un secolo di distanza”, racconta lo stesso Gurganus. “Si trattava di donne che avevano sposato veterani di mezza età quando erano ancora ragazzine, ovviamente. Ricordo che mi bastò leggere qualche frase e mi precipitai in camera mia, con ancora il costume da bagno indosso mi sedetti alla macchina da scrivere e per quattro ore battei i tasti senza fermarmi”. Le ore divennero giorni, poi mesi e poi anni: la vedova novantanovenne diventò una presenza fissa nella vita dell’aspirante scrittore, quasi un’ossessione. “Mi accorsi che avevo qualcosa di notevole per le mani nel 1982, quando mandai per posta le prime 30 pagine del romanzo a un po’ di miei amici: tutte le lettere di risposta che ricevetti mi chiedevano come stesse Lucy, non come andasse la mia scrittura”. E Lucy come stava, come sta? La combattiva vecchietta sprizza energia da tutti i pori, prende per mano il lettore e lo porta con sé nei meandri di un monologo infinito che alterna toni tragici e da commedia, forme dialettali e linguaggio pomposo, Storia nazionale e storia familiare, riscrivendo una epica americana partendo dal principio ben espresso dalla citazione di Stanislaw Lec in esèrgo (“Il mito è il pettegolezzo invecchiato”) e toccando tante corde dell’immaginario collettivo e della cultura statunitense (non tutti i riferimenti sono però comprensibili per un lettore europeo e soprattutto altrettanto emozionanti), a partire dalla ferita dello schiavismo. Questo libro ponderoso, in Italia pressoché sconosciuto ed esaurito da decenni, ha donato la celebrità a Gurganus in patria e si è aggiudicato il Sue Kaufman Prize dell’American Academy of Arts and Letters; la miniserie televisiva della CBS tratta dal romanzo nel 1994 ha vinto ben 4 Emmy.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER