L’ultimo amore di Baba Dunja

L’ultimo amore di Baba Dunja
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Baba Dunja è anziana, molto, ma non se ne fa un cruccio: si tiene in movimento prendendosi cura della casa, mangia per lo più i prodotti del suo orto, coltiva qualche relazione amichevole con gli altri anziani del paese. Alla sua veneranda età non ha più da stupirsi di nulla, prende la vita così come viene. I suoi figli sono lontani da tanto tempo ma nemmeno questo la turba: perché mai dovrebbero tornare a vivere nel paese della loro infanzia? A due passi dalla terribile Černobyl, che fa paura solo a nominarla? Le radiazioni, in paese, sono ancora molto forti, l’hanno certificato anche gli studiosi che si erano piazzati tempo addietro a casa di Baba Dunja. I ragni fanno ragnatele in maniera anomala, gli uccellini emettono suoni in maniera anomala, eppure la terra fruttifica e il silenzio è magico. Quello cercava lei, quando era tornata nel paese del tutto abbandonato: una scelta così bizzarra che i giornali russi erano andati a chiederle conto di quella decisione. Poco a poco, il paesello abbandonato si era popolato di altre poche sparute e anziane creature, che erano tornate a occupare le case abbandonate da chi di quell’aria e quella terra non si fidava più. Questo, Baba Dunja può accettarlo, mentre incomprensibile è la scelta di un padre con una figlia piccola, che un bel giorno si presentano ad abitare lì. Chi mai porterebbe una bambina sana in un ambiente contaminato? Che storia nascondono?

 

 

Un’ambientazione suggestiva e surreale, personaggi fuori dal tempo e dalla storia. Ma con una geografia pesantissima sulle spalle. Anziani che non hanno più nulla da perdere e consapevolmente scelgono un esilio in cui sono certi che nessuno andrà mai a cercarli. Ecco i talenti di questo romanzo breve, che ci regala pagine di autenticità non velata da falsi buoni sentimenti. Senza scivoloni nostalgici ma anzi con una punta di cinico pragmatismo, l’ottuagenaria protagonista si confronta con i grandi temi dell’esistenza, la famiglia, i rapporti con i figli, il legame con la terra. Salvo poi scivolare in un tenace romanticismo quando pensa all’adorata, sconosciuta nipote, di cui costruisce un’immagine favolosa. La trama, poi, sembrerebbe piuttosto statica ma un espediente narrativo turba le acque creando un improbabile ma non per questo meno gustoso momento di suspense. In cui, neanche a dirlo, inatteso arriva un atto di eroismo che risulta ancora più struggente perché incarnato da lei, la nonna famosa di cui perfino il giudice, in udienza, al primo momento non ricorda il vero nome. Pieno d’ironia, dignità e dolcezza, questo libro ci regala una lettura piacevolissima e fluida, lasciando dietro di sé la sensazione di aver incontrato una persona straordinaria.



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