L’uomo che non contava i giorni

L’uomo che non contava i giorni
Erano giorni che Mohamed combatteva con la fatica, la fame ed il freddo pungente. La prima cosa che lo aveva impressionato dell'Italia era proprio quella: l’aria gelida che gli entrava nei vestiti, nella pelle e gli arrivava fin dentro al cuore. Quando nel buio della notte scoprì un po' di calore in un vicolo cieco, sotto quell'arcata profonda un paio di metri, stese in terra il suo saccone e vi si rannicchiò. Dal portone filtrava un profumo di legno, di corda ed altre cose. Un profumo familiare: gli ricordava suo nonno e la sua infanzia. Così il ragazzo si addormentò profondamente, allontanando da sé ogni cattivo pensiero. Il risveglio però fu parecchio brusco. "Sveglia, non sei a casa tua" gli gridò un vecchio dall'aspetto massiccio. Il giaciglio che si era scelto era l'entrata di una magazzino. Quell'uomo voleva passare e Mohamed si fece da parte con umiltà. Ma non se ne andò: aveva visto qualcosa aldilà della soglia e la stava fissando. "Cazzo guardi?" lo redarguì l'anziano. Si trattava della barca da pesca che il vecchio stava costruendo, e la guardava con un misto di ammirazione e nostalgia. L'atteggiamento di quel signore massiccio, dal mento squadrato ed i modi bruschi, cambiò velocemente. Fece entrare Mohamed e lo esortò ad avvicinarsi alla barca. Gliela fece guardare, toccare, annusare. Dal suo sguardo ammirato aveva capito che quel ragazzo, quel giovane immigrato tunisino, condivideva le sue passioni. Nonostante i cinquanta anni che li separavano e nonostante la loro distanza culturale, tutti e due infatti amavano con la stessa intensità, il legno, le barche ed il mare...
Romanzo breve, o che dir si voglia racconto lungo, L’uomo che non contava i giorni è la storia dell’amicizia tra un vecchio solitario, Cristoforo, ed un giovane immigrato, Mohamed. Un’amicizia che nasce dal mare. Quel mare che, nonostante la sua vastità, nella maggior parte dei casi “unisce, non divide”. Ma l’amicizia non è l’unico tema della storia che Alberto Cavanna – artigiano della lavorazione del legno a bordo di navi e imbarcazioni, come suo padre e suo nonno prima di lui – costruisce con la stessa passione con cui i due protagonisti costruiscono il gozzo da pesca... L’uomo che non contava i giorni è qualcosa di simile ad una versione moderna e “prima del varo” de Il vecchio e il mare, che, pur non raggiungendo le irraggiungibili vette letterarie del capolavoro di Hemingway, ci porta abbastanza in alto per poter osservare da un prospettiva favorevole alcuni aspetti dell’animo umano, come la solitudine, la tolleranza, il rispetto, il rapporto con il tempo che passa e la morte. Il linguaggio semplice ma arricchito da alcuni termini tecnici di navigazione e di artigianato navale, la sua scorrevolezza e la brevità rendono questo libro l'ideale compagno di un tranquillo pomeriggio in barca. Ma non fraintendetemi: non è solo un libro per "gente di mare". È un libro per tutti coloro che hanno voglia di leggersi una bella storia.

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