L’uomo che tradì Gesù

L’uomo che tradì Gesù
Giuda. Un bel nome, un nome evocativo, almeno un tempo quando faceva riferimento al nome di una terra, la Giudea. A sei anni quel bambino non conosceva che Gerusalemme, il centro del mondo, la dimora del Tempio che la mattina al sorgere del sole si illumina d’oro. Una mattina qualunque d’improvviso suo padre Simone irrompe in casa con una notizia: Erode, il re, è morto. In realtà è solo molto malato ma la notizia della sua scomparsa si diffonde comunque come un virus e una folla di uomini inferociti corre ad abbattere l’aquila d’oro, il simbolo degli usurpatori romani in combutta con Erode. La rivolta viene spenta nel sangue e a sei anni Giuda per la prima volta sarà costretto a lasciare la sua città, con il padre, la madre e l’amato fratello Giosuè. Non è che l’inizio dell’orrore che sta per abbattersi sulla sua famiglia, sul suo popolo, sulla sua terra, l’inizio della storia al fianco del Nazareno, un uomo esile ed emaciato che ha il carisma e la forza di un Messia…
Tosca Lee, pluripremiata autrice del Midwest, viaggiatrice e appassionata di personaggi “dannati” sceglie Giuda Iscariota, il traditore per antonomasia, per raccontare la storia di un uomo fragile, contraddittorio, dilaniato da umane debolezze. Accanto a Giuda, che rimane comunque il protagonista indiscusso, tratteggia con forza la figura di Gesù che appare nella sua follia, nel suo continuo sfidare le convenzioni sociali e religiose, sicuramente un Gesù diverso da quello che conosciamo. Eppure l’intenso e approfondito studio che ha portato l’autrice alla stesura di questo libro lascia pensare che forse non si tratti semplicemente del frutto di una finzione letteraria, regalando una fotografia così nitida da far male di un’epoca storica sovrapponibile a tante altre in cui ciò che conta sono i legami e tutto ciò di cui sono fatti.

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