La via

La via

Un uomo senza nome arriva al porto di una città del Sud Italia chiamata Acraia. Ad aspettarlo trova un suo vecchio e caro amico, Teodosio, al quale lo lega un segreto. Verrà ospitato in paese intanto che si riprenderà dalle conseguenze di un incidente e dall’idea di essere senza più certezze. Come un moderno Virgilio, Teodosio lo accompagna alla scoperta di storie del paese e dei suoi abitanti narrando pettegolezzi e ricordi che lentamente lo immetteranno nel contesto di quel paese attraversato e tagliato dalla “via”. Attraverso la via sono passati tutti, anche la guerra, le carestie, i viaggi di andata e di ritorno, le distruzioni e le rinascite. L’uomo viene immediatamente introdotto in quella vita e ha da subito la sensazione di ridurre la distanza fra sé e il resto del mondo, lui che non ha mai ridotto quella distanza e si è sempre adeguatamente protetto da vicinanze false. Sente confusione per quelle informazioni che gli arrivano addosso già al suo arrivo. Incontra Onofrio che gli offre del formaggio, fa la conoscenza con la sua vicina di casa Rituzza che gli dice di fare due lavori ‒ uno per andare avanti e uno per tirare avanti ‒, ma soprattutto conosce Eusebia, la serva di donna Rosita, che gli porta in dono delle uova e donna Rosita stessa, misteriosa donna sulla quale circolano tante voci vere o presunte. Incontra i tre generali e da loro imparerà altre storie legate alla guerra. Intanto che ascolta e si lascia trasportare nelle vite degli altri, anche la sua cambia. Ognuno ha da raccontare qualcosa e aggiunge nuovi dettagli. Sembra di essere entrati in un mondo onirico, antico, come quando i vecchi, per non dimenticare, raccontano storie. Ad Acraia c’è una mescolanza ancora poco chiara tra il vecchio e il nuovo, il vecchio si cerca di tramandarlo poiché ognuno di quei fantastici personaggi che anima il romanzo sente che la via sta portando ancora cambiamenti non sempre ben integrati in ciò che già c’è…

Fabrizia Ramondino (1936-2008), è stata una magnifica scrittrice ancora poco conosciuta, a cui va dato invece il rilievo che merita. Anche se fa fatica a trovare spazio nelle librerie, la sua importanza è destinata ad aumentare con il tempo. La Via, suo ultimo romanzo, uscì il giorno dopo la sua improvvisa morte, avvenuta dopo un bagno in mare. I suoi romanzi risultano da tempo, troppo, fuori catalogo. Eppure sanno offrire ad ogni rilettura nuove sorprese, sono libri che contengono vite e storie che non finiscono mai. Nei suoi romanzi, e ancor di più in questo, stupisce il modo non proprio canonico dell’uso della lingua e della punteggiatura, ma è proprio in questo che risiede la sua forza. Si ritrova un legame molto forte con la terra d’origine a cui tornare per poi ripartire dopo aver fatto chiarezza. L’opera letteraria di Fabrizia Ramondino è tra le più importanti degli ultimi decenni e la società deve molto ai suoi scritti in quanto ha aggiunto fra l’altro, anche un senso di internazionalità che a volte manca negli scritti di altri più conosciuti. La sua opera è imbevuta dei viaggi che ha compiuto e della sua curiosità nei confronti dell’arte e della politica.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER