La bambina che custodiva i libri

La bambina che custodiva i libri
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Stazione di Liverpool - Lime Street, maggio 1976. Martha Lost svolazza e piroetta nell’atrio principale e lungo i binari, complice un vestito nero a pois che si allarga a ventaglio e fruscia. Lì dentro conosce tutti e saluta tutti, ricevendo di rimando un “Lime Street non sarebbe la stessa senza di te, queen!”. Martha lavora nell’ufficio oggetti smarriti della stazione e vive proprio lì sopra con sua madre: in pratica non è mai uscita da lì. Un giorno le arriva un pacchetto che il postino le tiene al sicuro e le consegna personalmente per evitare che possa essere “sequestrato” dalla madre. Dentro c’è un libro con un titolo impresso a caratteri d’oro “Storia del Night Ferry Londra - Parigi” e soprattutto una dedica, proprio sulla prima pagina: “Martha, tua madre mente”. Su che cosa le avrà mentito? La vita della ragazza è di per sé un’avventura: è stata abbandonata lì, in stazione ed è finita così nell’ufficio oggetti smarriti, anche lei come miliardi di altre cose diverse, scimmiette, dentiere, sette asini di paglia... In quel giorno di maggio c’è particolare fermento in stazione. Il Liverpool FC di Kevin Keegan sta per passare di lì, dopo aver visto la Coppa Uefa contro il Club Brugge e tutta la città sta festeggiando ed è piena di striscioni. Martha ascolta tutti i racconti, lei non ha mai visto niente di tutto quello che dicono perché non è mai uscita dalla stazione. Poi cerca di coinvolgere la madre che liquida il discorso con un “Il calcio piace al diavolo”. Allora prova a chiederle di nuovo di raccontarle come è stata trovata. “La tua storia è cominciata con una folata di vento, Martha Lost, cara mia”...

Il romanzo d’esordio di Caroline Wallace di sicuro non manca di originalità. All’interno ci sono anche i Beatles e non solo per la frase che riporta in apertura, di John Lennon: “Credo in ogni cosa finché non viene smentita. Credo nelle fate, nei miti, nei draghi”... E inizia proprio con il più classico “C'era una volta”, anche se poi cancellato da un “ripensamento” successivo. In realtà la storia di questa ragazzina così speciale è davvero una fiaba. A cominciare dal sorriso che hai stampato in faccia mentre leggi, perché è così piacevole, così incredibile, così speciale questa Martha di sedici anni che ama i libri e non è mai uscita dalla stazione di Liverpool! Sembra quasi di immaginarsela svolazzare per tutto il tempo, salvo poi vederla immobile, quando si tratta di immergersi in un romanzo... E poi è interessante la sua teoria, quella con la quale mette in piedi la sua biblioteca nel seminterrato, pagando la cauzione per tutti i libri che vengono consegnati all’ufficio degli oggetti smarriti. Gli scaffali ormai tutti pieni (mancano soltanto undici libri per completare gli spazi), sono ordinati per colore, “Il mio arcobaleno di libri”, come dice lei e ognuno non è stato reclamato, pur se con il dorso consumato dall’uso, con una dedica molto personale, con all’interno cartoline o lettere a tenere il segno. C’è perfino una ricetta medica! Ma il bello è proprio che per Martha ognuno contiene 4 storie: la storia della sua creazione che appartiene all’autore che l’ha scritta; la storia che viene narrata nelle pagine; la storia della scelta che qualcuno ha compiuto comprando il libro e magari regalandolo (e la dedica permette di aggiungervi particolari); la storia di come il libro è stato smarrito...



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