La bambina silenziosa

La bambina silenziosa
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La polizia tributaria danese è sulle tracce di Kasper Krone, un misterioso personaggio che gestisce un circo, sa a memoria ogni singola partitura di Bach e dà lezioni di musica a giovani selezionatissimi. Krone, che ha il dono di un orecchio sovrumano e della capacità quasi telepatica di comprendere le mille sfaccettature dell'animo femminile, deve una marea di soldi al fisco, ma ha perso tutta la sua enorme fortuna al poker e ha fatto perdere le sue tracce, ricorrendo alla complicità di un ristorante cinese. Quando le autorità lo rintracciano, con sua grande sorpresa gli propongono un patto: in cambio della loro indulgenza, deve ritrovare KlaraMaria, una bambina scomparsa che è stata sua allieva. Una bambina che Kasper non ha mai dimenticato, perché è l'unica persona che abbia mai incontrato a condividere tutti i suoi poteri mentali...
Torna Peter Høeg, è questo è di per sé un avvenimento, non solo per la sua proverbiale parsimonia, ma anche e soprattutto per la sua statura letteraria. E torna con un romanzo complesso, articolato, quasi ostico, molto høegiano in definitiva. Nonostante gli strilli di copertina continuino da anni imperterriti a fare riferimento a Høeg come a "l'autore de Il senso di Smilla per la neve", siamo distanti anni luce dalla forma-romanzo convenzionale che in quel memorabile thriller veniva portata alle estreme conseguenze: siamo piuttosto dalle parti de I quasi adatti e La storia dei sogni danesi, per capirci, ma con la complicazione di una ostinata cripticità. Piani temporali diversi sovrapposti, pensieri e realtà intersecati, dialoghi che rifuggono la trasparenza come un peccato mortale, e continue allusioni alla società e alla topografia danese fanno il resto. Un guazzabuglio pretenzioso? Non scherziamo: la scrittura di Høeg è a livelli stellari, ora più che mai. Il fascino estetico di temi come la musica classica e il circo nelle mani dello scrittore danese diventano devastanti, irresistibili armi di distruzione di massa. E chissà che alla quarta, quinta lettura tutto non diventi più chiaro. Ragazzi, nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

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