La banda degli invisibili

La banda degli invisibili

Angelo è un ex combattente un partigiano fiero del suo passato e infelice del suo amaro presente da pensionato ultrasettantenne che la sera ha problemi ad urinare e a cui nessuno ormai chiede consiglio. Nemmeno gli impiegati comunali contro i quali lancia invettive interminabili sembrano accorgersi di lui. Angelo si riunisce con altre tre amici di vecchia data, Osvaldo, Ettore e Filippo, anche loro pensionati e anche loro infelici. Costretti a vivere con cinquecento euro al mese, dimenticati dai parenti e da un Dio che li ha presi solo per i fondelli, i nostri eroi passano il tempo combinando guai di ogni sorta, piccoli sberleffi ideati solo per passare il tempo, che non causano veri e propri danni alle inconsapevoli vittime. Un giorno però capiscono che il loro risentimento per questa società che ormai non li riconosce più come uomini deriva unicamente dall’odio per un solo prepotente: Silvio Berlusconi. Perché quindi non rapirlo e fargli capire cosa realmente sta facendo all’Italia? Il piano però deve essere strutturato nei minimi particolari…
Ricordate Tognazzi, Del Prete, Moschin e Noiret in “Amici miei”? Avventure tragicomiche di un gruppo di uomini (anche in quel caso quattro, per pura coincidenza) che per trascorrere le loro misere esistenze inscenavano scherzi grandiosi sulla pelle di poveri innocenti. Ecco, in quel caso si rideva, c’era estro e fantasia e una scrittura capace di sostenere l’intero prodotto. In questo libro invece c’è solo noia: quattro vecchi rompiballe si divertono rendendo la vita impossibile ai comuni mortali con pedanterie e discorsi senza alcun senso. Dialoghi ‘mosci’, storie al limite del sonno e una trama non originalissima e poco coinvolgente. Rapire Berlusconi? Perché no! Chi non lo farebbe? Forse l’intento dell’autore era quello di porre l’attenzione su alcuni gravi problemi legati al mondo della terza età; le pensioni inadeguate che condizionano la vita rendendola inumana, la solitudine degli anziani abbandonati dalle proprie famiglie soprattutto in estate, il tutto affrontato in chiave comica o grottesca, nella migliore tradizione della commedia all’italiana. Ma ciò che resta sono solo chiacchiere da bar rivestite da una copertina in colori caldi e pubblicate da una grandiosa casa editrice.


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