La bella addormentata in quel posto

La bella addormentata in quel posto

Magari vi è sfuggito (a me è successo, per esempio), ma lo sapevate che dopo la pillola azzurra ‒ sì, insomma, il Viagra ‒ si sono inventati la pillola rosa? No, non è che fra gli effetti collaterali ci sia l’ottimismo, è rosa perché destinata alla libidine femminile. Della scienziata di Cleveland che sta studiando la possibilità di far portare avanti la gravidanza agli uomini ne parliamo? Direi di sì, e propongo alla Chung di accettare il suggerimento che lancia la Lucianina nazionale: un’incursione sulla pagina Facebook di Radio Maria non vedo perché farcela mancare, soprattutto per le lamentele degli admin. Poi il film più lungo del mondo – 720 ore –, svedese ovviamente, la “mastoplastica additiva a comando, le promesse elettorali di Madonna, un requiem per il papà delle librerie Billy” (sfido chiunque a dimostrare di non averne almeno una), analisi di marketing e notizie balenghe dai tg. La Apple e Facebook, un fast food in Vaticano e come sempre chi più ne ha più ne metta, passando per la cintura di castità, la regina Elisabetta eccetera eccetera…

I libri strenna della Littizzetto si susseguono di anno in anno senza perdere un filo della popolarità che l’attrice comica si è guadagnata passo dopo passo, dall’ormai lontano 1993, suo anno d’esordio. Teatro, cinema ma soprattutto televisione e libri. Lo stile è sempre quello, non c’è molto da dire, sulla carta d’identità alla voce “professione” pare abbia fatto scrivere “cretina” (citazione quasi esatta da una puntata di Che tempo che fa), un modo autoironico per definire il suo approccio da grillo parlante incredulo. La Littizzetto, come altri personaggi televisivi, può piacere o non piacere ma sicuramente ha imparato negli anni a fare un mestiere difficile, in maniera direi eccelsa. Usa il suo linguaggio ‒ e per suo intendo quel particolare modo di storpiare i nomi di coloro che prende di mira o comunque delle personalità note, per cui ricordiamo per esempio “Papa Frank” nelle varie declinazioni, di rivolgersi direttamente ai protagonisti della notizia, facendogli presente quanto siano assurde certe notizie. Con capitoletti di una pagina si susseguono le “denunce” delle tante assurdità che la mente umana riesce a concepire, tratte dalla cronaca e dai media. Forse l’abitudine o forse la memoria mi tradisce, ma ho avuto l’impressione che sia leggermente diminuito il turpiloquio, che per carità rimane sempre entro i limiti ma è massicciamente presente. D’altra parte si dà al pubblico quello che il pubblico chiede. Un’oretta di relax è comunque garantita, e lo è ahinoi anche il desolante quadro di dove sia arrivato un mondo in cui, a fronte di fame, guerre, migrazioni e muri ci sono gli europarlamentari che discutono sulla misura delle vongole e continua bellamente quello che la Littizzetto chiama Caporalato 2.0, gente che lavora per tre euro a consegna.



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