La bellezza e l'inferno

La bellezza e l'inferno

Miriam Makeba, la grande “Mama Africa”, la voce che cantava la libertà di un continente, muore a Castelvolturno in provincia di Caserta dopo un concerto per ricordare sei fratelli uccisi dalla camorra, e diviene il simbolo di coloro i quali riescono ad opporsi ad un qualsiasi sistema, sia esso una dittatura o un manipolo di mafiosi. Lionel Messi, attaccante argentino del Barcellona, “La Pulce”, vince la sfida più grande: quella con il suo corpo, diventando il più forte calciatore del mondo. Anna Politkovskaja, giornalista uccisa per ridurre al silenzio la sua parola. Felicia Impastato, madre di Peppino, che per venti lunghi anni ha aspettato una sentenza che facesse luce sull’atroce morte del figlio. E poi ancora Enzo Biagi, che intervistò Saviano nella sua ultima trasmissione, i pugili di Marcianise e don Peppino Diana, parroco ucciso dalla camorra e infamato dal giorno della sua morte...

La bellezza e l’inferno: da questi due poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus, si manifesta il campo d’indagine e di forze di Roberto Saviano, il luogo da cui s’irradia la sua visione della vita e dell’arte. Questa raccolta di scritti che vanno dal 2004 al 2009 ci racconta la storia di un ragazzo che muove i primi passi nell’ambito della letteratura e della militanza antimafia fino a diventare uno scrittore affermato che viene invitato all’Accademia dei Nobel di Stoccolma, al fianco di Salman Rushdie. Il libro si apre con una riflessione di Roberto Saviano sulla sua vita da recluso dopo aver denunciato con nomi e cognomi, le attività illecite dei Casalesi, uno dei clan più potenti della camorra. La sua prima opera, Gomorra, è diventata un caso letterario e soprattutto un caso di cronaca nera, perché proprio il suo libro ha scatenato le ire dei boss della camorra, che lo hanno condannato a morte. Non solo di camorra però parla questa raccolta di scritti. Racconta di personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle lande sofferenti degli uomini e in quelle libere della letteratura. Pagina dopo pagina Saviano ribadisce la sua fiducia nella parola, l’unico vero strumento che possa scardinare le porte della realtà; l’unica arma che possa opporsi al potere; l’unico appiglio in un mare di minacce. Racconta storie di vita, in cui la forza d’animo spinge l’uomo a superare ogni difficoltà. Storie di uomini del nostro tempo, protagonisti di sfide personali o semplici portatori di vessilli il cui simbolo rappresentano ideali. Scrivere per resistere, perché come disse un giorno Giovanni Falcone, “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e una fine”. E come disse Albert Camus, “L’inferno ha un tempo solo, la vita ogni giorno ricomincia”.



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