La biblioteca segreta di Timbuctù

La biblioteca segreta di Timbuctù
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Davanti alla Polizia Islamica non resta che mostrarsi docili e rispettosi, per evitare un nuovo arresto e non essere frettolosamente giudicati, secondo le leggi della sharia, colpevoli di aver trasportato centinaia di manoscritti miniati risalenti all’età dell’oro di Timbuctù. Opere pericolose perché raccontano la bellezza del sapere. Opere sovversive nella visione estremista di Al Qaeda. Abdel Kader Haidara, archivista e bibliotecario, conosce bene le storie legate a quei preziosi manoscritti, nati per salvare, custodire, conservare e tramandare l’immenso sapere arabo. Suo padre ne aveva portati tanti al ritorno da ogni viaggio. Abdel Kader viene nominato, suo malgrado, direttamente dal padre, nel testamento, erede e custode della preziosa biblioteca di famiglia, con l’obbligo di proteggere i manoscritti. Quei manoscritti dimostrano che, mentre l’Europa vive il suo Medioevo, a sud del Sahara freme una società finemente intellettuale e libera. Per onorare la cultura araba e restituire all’Africa Nera il suo legittimo posto nel mondo intellettuale, l’UNESCO decide di far nascere l’Istituto di Istruzione Superiore e Ricerca Islamica Ahmed Baba con l’obiettivo di raccogliere tutto il patrimonio di libri gelosamente conservato, per proteggerlo dalle razzie dei coloni francesi, dalle famiglie di Timbuctù. Lui e la sua equipe hanno deciso di recuperarli tutti quei manoscritti. Casa per casa, famiglia per famiglia. Ma non ha considerato la diffidenza e le ritrosie…

Per Abdel Kader la ricerca dei manoscritti diventa un’ossessione: ogni volta che ne ha uno tra le mani, non può smettere di leggerlo. La sua è una vera e propria “fede nel potere della parola scritta”. Più di sedicimila opere, messe al riparo dal deterioramento. Fino all’arrivo di Al Qaeda. Dopo, i testi fanno il percorso inverso: dalle biblioteche alle case, per evitare la distruzione da opera dei jihadisti. Haidara riesce così a portare in salvo quasi tutti i 377.000 manoscritti (dai testi matematici, a quelli dei filosofi greci, dalla poesia al diritto, dall’astronomia alla medicina, dall’etica alle pratiche occulte di magia) che testimoniano quanto Timbuctù sia stata crocevia di scambi, città libera e aperta alle idee che venivano da terre lontane. Come recita un vecchio proverbio sudanese: “Il sale viene dal Nord, l’oro dal Sud e l’argento dal Paese degli uomini bianchi, ma la parola di Dio e i tesori della saggezza si trovano solo a Timbuctù”. Il giornalista Joshua Hammer, ci racconta la storia, vera, di uno straordinario uomo, della sua incredibile impresa ma soprattutto della stupefacente quanto sconosciuta cultura musulmana. Anche grazie alla ricchezza di dati storici e di dettagliati riferimenti alla cronaca locale ed internazionale, con uno stile semplice e diretto ed un linguaggio asciutto ma coinvolgente, l’autore presenta un Islam vivace ed interessante. Inaspettato. Che spiazza ed incuriosisce.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER