La bibliotecaria

La bibliotecaria

Roberta Torrini sceglie un piccolo luogo sperduto nell’Appennino abruzzese per ricominciare. Si presenta negli uffici comunali, alla segreteria del sindaco, per prendere servizio come bibliotecaria. Ventisette anni, carina, appare un po’ strano il suo volersi chiudere in quel posto dimenticato da Dio: molti prima di lei se la sono data a gambe ancor prima di cominciare! Roberta dichiara di amare i luoghi dimenticati da Dio e dagli uomini e fa il suo ingresso in una austera biblioteca che un tempo faceva parte di un convento. Fin qui è stata gestita per una cinquantina di anni da Nicola Berardino, un uomo piuttosto anziano e apparentemente refrattario a computer e alle idee moderne della ragazza a cominciare dal basilare sistema di classificazione, omologato in tutto il mondo. Roberta incontra il sindaco, Arminio Mastroianni, l’assessore, suo fratello Enea, il parroco don Eusebio e presenta le sue idee. La prima domenica nel paese viene invitata a pranzo da Maria Dominici, la segretaria del sindaco che vive con la mamma e la zia, due gemelle un po’ troppo chiacchierone che la incuriosiscono con il racconto della vecchia proprietaria della casa che Roberta ha affittato, la “casa della Ciuetta” di Paolina Negri. Tutti si chiedono come mai una giovane ragazza decida di andarsi a rintanare in quel paese e la risposta la fornisce la stessa Roberta al sindaco, all’ennesima domanda: “Perché ha deciso di trasferirsi qui?”. Vuole sfuggire al suo ex fidanzato che ha tentato di ucciderla e spera che non la rintracci, in modo che con il tempo possa dimenticarsi di lei. E lei di lui...

Un uomo violento da cui scappare, un intrigo complesso da dipanare, una serie di misteri da interpretare, scelte importanti da compiere e poi... un’infinità di libri, tanti, tantissimi, anche antichi, tra l’enorme biblioteca comunale situata in un ex convento e i lasciti privati. E succede che in un testo così ti ci tuffi a pesce in un pomeriggio di pioggia e ci resti appiccicato fino a notte inoltrata, perché non mancano i colpi di scena, anzi ne trovi uno a ogni pagina e vuoi sapere subito come va a finire, quali misteri saranno svelati, se l’epilogo sarà come te lo aspetti, se quel “fantasma” proteggerà la protagonista bibliotecaria a cui appare, dal suo ex fidanzato particolarmente violento e incattivito ulteriormente dall’essersi fatto un anno di galera, anche se forse meritava che buttassero via la chiave! Una storia ricca di eventi, di sorprese, di colpi di scena e al tempo stesso che rispecchia una certa linearità nel mettere ogni cosa al suo posto con l’ennesimo accadimento, una lettera ritrovata, un’eredità imprevista, una persona che arriva dall’America. Riesce a dare anche risposta a un cinquantennio di chiacchiericcio del paese! In secondo piano, ma per niente trascurabile, l’esempio di una ragazza sopravvissuta alla violenza di chi avrebbe dovuto semplicemente amarla, un esempio importante, anche per le altre vittime (come la successiva fidanzata del suo ex che con le botte perde anche il bambino che aspettava), che la violenza può essere dimenticata e che con la forza di volontà si può andare avanti e amare ancora.



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