La caduta del trono

La caduta del trono

305 dopo Cristo. L’imperatore Diocleziano, in maniera totalmente inattesa, decide di abdicare dopo un ventennio di governo illuminato. La Tetrarchia è quindi giunta alla sua conclusione, a causa anche della morte di Costanzo, Augusto d’Occidente, durante la campagna di Britannia dell’anno seguente. Gli succede il figlio Costantino, anche se Valerio, il suo omologo in Oriente, gli preferirebbe figure come Flavio Severio e Massimino Daia. Nel frattempo a Roma Massenzio, il figlio dell’ex imperatore Massimiano, prende il potere assieme al padre e alla sua guardia pretoriana. Nel 307 l’Urbe ha di fatto sei imperatori in lotta l’uno con l’altro; il caos regna e non c’è più alcun tipo di ordine in questa guerra civile fratricida. Intanto il centurione Aurelio Casto, conclusasi la sua esperienza al di là del Vallo di Adriano, viene richiamato in Gallia. Nel frattempo Costantino, grazie al matrimonio con Fausta, la figlia di Massimiano, una volta battuto il rivale di sempre Massenzio, è riuscito a conquistare il potere assoluto. C’è chi trama ancora contro il neo imperatore però Casto riesce a comprenderlo in tempo. La sua intelligenza e il suo valore gli fanno quindi guadagnare un posto di elite al fianco di Costantino, in qualità di membro dei Protectores, il suo corpo di guardia scelto. La corte è però un luogo ancora più pericoloso dei campi di battaglia del nord e il valoroso pannone ha modo di scoprirlo molto presto…

Ritorna sugli scaffali Ian Ross con il secondo romanzo della sua saga Il tramonto dell’impero. L’autore è un esordiente assoluto in campo di romanzo storico anche se è un grande studioso di storia romana e ha avuto modo di approfondire la sua passione in qualità di insegnante di Inglese in Italia, vicino ai luoghi di cui ha scritto. In Inghilterra lo hanno definito l’erede di Conn Iggulden ed è apprezzato soprattutto per via delle sue ambientazioni nel IV secolo dopo Cristo, epoca poco “battuta” dagli altri autori di romanzi storici. Tutto è caos e instabilità e imperatori e generali ascendono e cadono con una velocità folgorante; nessuno può fidarsi di nessuno. Tali atmosfere e sentimenti si riflettono molto nella narrazione, grazie a un ritmo veloce e coinvolgente. Ottima anche in questa sua seconda opera la ricostruzione storica, soprattutto nelle descrizioni della vita quotidiana di un legionario. Le note dell’autore, in chiusura di volume, mettono poi ordine nei singoli racconti e nelle esperienze dei vari personaggi, fornendo una cronologia storica precisa dei fatti realmente accaduti. Uniche pecche presenti anche nel primo romanzo: la stereotipizzazione dei personaggi, Casto su tutti, e la mancanza di pathos e di colpi di scena nella narrazione.



 

 

 
 
 
 

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