La casa dei bambini

La casa dei bambini

Nella Casa sono inseparabili: Sandro, Nuto, Dino e Giuliano. Sempre assieme. Hanno deciso: nessuno potrà mai spezzare il legame che li unisce. Nella Casa ci sono solo bimbi e ragazzi come loro, abbandonati dalle famiglie. Alcuni orfani. Altri con genitori così poveri che non possono mantenerli. Così meglio affidarli alle istituzioni locali, sperare che una famiglia più agiata voglia adottarli. I ragazzi hanno deciso: non vogliono essere adottati. Anche Viola, la loro migliore amica, non spera più di lasciare la casa. Una volta una famiglia ha quasi deciso di prenderla con loro. Lei ci ha creduto. Ha passato giorni guardando la finestra e attendendo. Non sono più tornati. Allora meglio restare lì, nella Casa, al riparo dal mondo esterno. Un mondo che non conoscono più e che sta precipitando verso la guerra. Eppure un giorno arrivano degli uomini. Vengono divisi. Non si vedranno più per tanti anni. Intanto l’Italia precipita nella guerra: ognuno sceglie da che parte stare. Alcuni sono partigiani, altri repubblichini. Sono troppo giovani e inesperti per capire appieno che la loro scelta segnerà per sempre la storia della Nazione. Combattono. Sopravvivono. E diventati adulti vogliono riannodare le fila del loro passato. Sarà una ricerca importante, dolorosa, necessaria, per continuare a vivere, per far pace con tutto ciò che è stato, con gli eventi che non sono riusciti a cambiare, per guardare finalmente oltre…

Michele Cocchi, classe 1979, è al suo secondo romanzo. La casa dei bambini è un lavoro intenso, da cui il lettore non riesce a staccarsi tanto il plot è avvincente. Cocchi scrive un romanzo “storico” in cui la storia dei ragazzi è totalmente immersa in quella, più grande, della Resistenza. Alcuni di loro diverranno partigiani. In nome della liberà, della giustizia, di una Italia diversa, commetteranno azioni forti, si macchieranno le mani di sangue, saranno costretti a perdere la loro ingenuità. Finita la guerra, tutti i ragazzi non hanno più famiglie a cui tornare. Sono sempre stati loro stessi la loro famiglia. Incontrarsi anni dopo, raccontarsi, comprendere le scelte – a volte diametralmente opposte – fa sì che possano far pace con il passato. Non solo provare a ricomporre quella frattura che la “guerra civile” del nostro Paese, così come l’ha definita Claudio Pavone, ha inferto a tutto il tessuto sociale ma provare a ricomporre le loro personalissime fratture. La Casa dove sono cresciuti è il punto cruciale attorno a cui tutto ruota: l’unico luogo, in fondo, in cui sono stati spensierati e sereni. Michele Cocci si cimenta in un lavoro ampio, complesso: lo fa con sapienza, con la bravura di un narratore esperto. La casa dei bambini è un romanzo da leggere con calma, da assaporare in ogni passaggio. Ci resteranno sotto la pelle tutti i personaggi. Michele Cocchi ha scritto un libro che dovremmo leggere, che ci fa sorridere e che ci fa commuovere. Che altro potremmo chiedere di più ad un romanzo?



 

 

 

 
 
 
 

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