La casa dei fantasmi

La casa dei fantasmi
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1867, Londra. Eliza Caine ha ventun anni, lavora nella stessa scuola femminile dove ha studiato, ha una buona educazione e origini modeste. Ha perso la madre quando ancora era bambina e l’improvvisa morte dell’amato padre la sprona a rispondere - forse un po’ frettolosamente, invero - ad un annuncio sul giornale in cui si cerca un’istitutrice per due bambini nella non lontana Norfolk. Un cambio radicale di vita è quello che le serve, lei crede, per poter ripartire. Ma una volta arrivata nella grande dimora signorile, ad accoglierla oramai ad ora tarda è Isabella, una bimba dodicenne, con il fratellino Eustace. Quella è solo la prima delle tante stranezze con cui Eliza deve fare i conti: dei genitori infatti non ci sono tracce, delle faccende domestiche si occupa una donna che lavora la mattina prestissimo per poi sparire e tutte le esigenze della casa vengono soddisfatte da un vecchio guardiano e da un enigmatico amministratore…
Un omaggio alle tradizionali storie di fantasmi questo libro, che trasuda mistero e brividi fin dalle prime pagine. Le atmosfere sono cupe, gli ambienti soffocanti e ad ogni capitolo ci si aspetta una manifestazione ultraterrena. Tutto il romanzo è un lungo omaggio a Dickens, alla letteratura classica di genere e i tanti rimandi non fanno che impreziosirlo. L’autore, anche se non ce n’era bisogno, conferma il suo grande talento: suoi i bestseller Il bambino con il pigiama a righe, diventato anche un film di Mark Herman; Il ragazzo del Bounty e Il palazzo degli incontri, solo per citarne alcuni. In questo romanzo gotico, diverso per atmosfera e temi da tutti i suoi precedenti, ci regala una protagonista femminile che non può che farci pensare a Jane Eyre. E scusate se è poco.

 

 

 

 
 
 
 
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