La casa dei sette abbaini

La casa dei sette abbaini
Nel New England, nascosta in una strada secondaria e protetta da un grande olmo, sorge Pyncheon House, una massiccia dimora in quercia altrimenti conosciuta come la “Casa dei Sette Abbaini”, sette tetti aguzzi rivolti al cielo. L’edificio, che quasi pare un volto umano, porta il segno delle intemperie e delle molte vite che l’anno accompagnato. A cominciare dalla metà del ‘600, quando lo stesso terreno apparteneva all’umile Matthew Maule, condannato per stregoneria e impiccato proprio davanti al colonnello Pyncheon, che tanto desiderava mettere le mani sulla sua terra. “Dio gli farà bere sangue”, furono le ultime parole di Maule, e la profezia sembra avverarsi proprio il giorno dell’inaugurazione di Pyncheon House, quando il colonello viene trovato misteriosamente morto nel suo studio. Da allora le fortune dei Pyncheon saranno altalenanti, e la famiglia perderà progressivamente prestigio e ricchezze. Finché l’anziana Hepzibah decide di aprire una bottega per guadagnarsi da vivere, proprio dentro l’antica casa, ancora all’ombra del ritratto del colonnello Pyncheon…
Con questa premessa inizia La casa dei sette abbaini, romanzo di Nathaniel Hawthorne riportato in libreria dalla Gargoyle Books. La casa dei Pyncheon negli anni ha davvero “bevuto sangue”, ma quello che è più interessante non è il tema del soprannaturale, suggerito dalla maledizione di Maule (che sia essa vera o meno), ma quanto i personaggi si sentano comunque legati al destino comune della famiglia, incapaci di liberarsi delle colpe dei loro avi. Hawthorne, scrittore figlio di Salem, racconta ancora una volta il New England puritano, quello legato alle tradizioni del Vecchio mondo più che alle possibilità del Nuovo, in cui l’aristocrazia, la terra e il nome della famiglia ancora determinavano il destino delle persone. I personaggi del romanzo, Hepzibah, Phoebe, Clifford e Holgrave, devono battersi per liberarsi non da una maledizione ma da loro stessi, per trovare un posto in un mondo che sia davvero nuovo, lontano da Pyncheon House e del puritanesimo che porta con sé. La casa dei sette abbaini è, a pieno diritto, un grande classico, scritto con la lingua semplice eppur evocativa di Hawthorne. Un libro che non deluderà chi ha amato La lettera scarlatta, ma anche chi vuole conoscere per la prima volta questo grande scrittore e la letteratura del Rinascimento americano.

 

 

 
 
 
 
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