La casa delle bugie

Per Anne, in attesa sulla soglia, è un momento di trepidazione. Immagina perfino di poter raccontare di aver raggiunto il fiordo per prendere un po' d'acqua. La rimessa per le barche, la cui porta è semiaperta, può difatti nasconderla, ma non celarne la passione. Ideare una scusa, scrollarsi le colpe di dosso è l'unico modo per non fuggire. Il timore di essere trovata lì ad aspettarlo e il suo turbamento la trasportano ancora più lontano. Pensa al loro incontro, in una sera d'estate a Snarli, e malgrado tutto si sente più leggera. Ora, Anne ha sottomano la realtà: «Non solo la pace e il fatto di essere diventata adulta durante gli anni della guerra, era il mondo ad essere nuovo, loro lo stavano creando, loro due insieme, gli alberi e le colline erano nuovi, il fiordo là sotto, il cielo estivo con le rondini che volteggiavano, quando lui chinò la testa, sicuro che le sue labbra sarebbero state accolte. Alla follia di tutto quello non pensò nemmeno un istante»...
Una famiglia norvegese misteriosa e un romanzo di amore e odio al tempo stesso. Il primo libro della trilogia dedicata ai Neshov è tutto questo: la storia di tre generazioni coinvolte in un segreto insabbiato, svelato il quale tutto potrebbe cambiare. In particolare, tutti e tre i fratelli Neshov ogni giorno si tengono alla larga dal passato, frenati dal forte carisma della madre. La solitudine e il distacco, difatti, appaiono l'unica possibilità di uscire salvi dalla “casa delle bugie” - è proprio il caso di dirlo. Le loro esistenze, ignare del privato altrui, diversamente caratterizzate, procederanno però ancora una volta insieme. Una seconda occasione, per così dire, che li vedrà più o meno uniti e cambiati. L’ottuagenaria Anne è in fin di vita e, a partire da ciò, ne conosciamo i figli: scrupolo e affidabile cura nelle gesta di Tor, il Neshov più maturo, che conosciuta l'abnegazione filiale inaspettatamente non sa più destreggiarsi nella cura della fattoria familiare; Margido, invece, il fratello di mezzo taciturno e riflessivo, impresario funebre di successo, verosimilmente a distanza di anni ha molto da dire; Erlend, al contrario, il più piccolo dei tre, decoratore eccentrico trasferitosi a Copenaghen, è sempre lo stesso, semplicemente non intende più nascondersi. Anna B. Ragde, senza trascurare ironie e equivoci, crea una tensione costante che ha al centro l'anziana donna - madre incomprensibile eppure da scoprire - nascondendo fino alle ultime battute del primo volume una verità dura e insieme romantica. Il lettore vorrebbe a quel punto approfondire, determinato davvero a capire, ma la narrazione si interrompe. Curiosi? Di più. «Il nuovo caso letterario venuto dal Nord, pubblicato in 22 Paesi», ci lascia in fortissima attesa. Incredibile!

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