La casa delle donne che volevano rinunciare all’amore

La casa delle donne che volevano rinunciare all’amore

Carla sta partendo per Bombay. Ha deciso di compiere “il viaggio della sua vita”, lasciarsi tutto e tutti alle spalle e andare finalmente in India. Prima di raggiungere il gate guarda le sue amiche, la sua vera famiglia, che sono tutte attorno a lei per salutarla. C’è la Regina, la proprietaria dello stabile in cui tutte loro vivono, una donna bellissima e affascinante, ballerina di danza classica ormai in pensione; c’è Rosalie, maestra di yoga, una donna placida, calma, che riesce sempre a far sì che tutto torni in armonia; Giuseppina, che vende mobili di antiquariato e ha una piccola bancarella al mercato delle pulci, donna forte, apparentemente indistruttibile; Simone che ama la natura ed ha appena rotto con il suo nuovo amante argentino. Tutte loro vivono in una palazzina in cui gli uomini non sono ammessi: “Niente mariti, niente amanti, niente idraulici, niente elettricisti. Niente fattorini che consegnano la pizza a do¬micilio”. L’unico maschio a cui sia concesso di girare liberamente per tutti gli appartamenti è Jean-Pierre, il gatto di tutte loro, coccolato e viziato, amato e protetto. Carla ha trovato una nuova inquilina a cui affittare il proprio appartamento durante i mesi d’assenza: Juliette, una trentenne brillante, in cerca dell’amore che non sa proprio se riuscirà a tenere gli uomini distanti e l’amore lontano da lei, eppure, in quell’appartamento, tra quelle donne, si sente amata ed accettata come mai era stato in precedenza…

Romanzo fresco e piacevole, La casa delle donne che volevano rinunciare all’amore racconta della complicità e dell’amicizia tutta declinata al femminile. I personaggi sono delineati con eleganza, magari (se posso permettermi) a volte con tratti un po’ manichei e stereotipati, eppure i dialoghi tra le donne sono sempre interessanti e quasi mai banali. È un romanzo a più voci, in cui tutte le protagoniste narrano il proprio punto di vista e poi tutto si fonde in una armoniosa coralità. Ogni protagonista ha una storia alle sue spalle, un dolore da nascondere, da trattenere, da soffocare,e sta cercando di vivere al meglio la propria quotidianità non lasciando spazio ai ricordi dolorosi ma affrontando ogni giorno nuovo con il sorriso sulle labbra. Le donne di Karine Lambert non odiano gli uomini, anzi. Hanno solo paura di essere ulteriormente ferite da loro, dalla vita in generale, di essere tradite e rispedite nel loro personale inferno. Nessuna delle donne ha smesso di sperare in un futuro migliore del proprio presente, anche perché, si sa, rinunciare all’amore è cosa quasi impossibile. Prima o poi, in una delle sue mille forme, verrà a bussare alla nostra porta, sconvolgerà i nostri piani, getterà al vento ogni strategia, e saremo lì, indifesi, in balia dei sentimenti, sulle montagne russe del nostro cuore, con lo stomaco stretto e la voglia di tenerci stretti l’amore tanto desiderato.



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