La città della tremenda notte

La città della tremenda notte
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"I poveri sono i migliori narratori, perché ogni notte devono posare l'orecchio al suolo" Una passeggiata notturna in una Calcutta ribollente di afa e miasmi sepolcrali è l'occasione per sinistre riflessioni; la piccola Lispeth, figlia di montanari dell'Himalaya, viene accolta nella famiglia di un cappellano inglese ma quando - divenuta ormai una splendida fanciulla - si innamora perdutamente di un giovane naturalista britannico già fidanzato in patria, la sua natura selvaggia e ribelle la spinge di nuovo alle sue origini; l'anziano Suddhoo è vittima di una terribile truffa orchestrata da un sedicente mago che lo tiene in pugno con inquietanti messinscena; un giovane ufficiale dell'esercito di Sua Maestà getta alle ortiche la sua carriera e la sua stessa vita per i debiti contratti al gioco; l'amore tra un passante e una giovane vedova indù finisce nelle lacrime...
George Orwell ebbe a definirlo “il profeta dell'imperialismo britannico nella sua fase più espansionista", e da sempre Rudyard Kipling è stato al centro di polemiche e diffidenze da parte di molti. Ciò che invece non è mai stato messo in discussione da alcuno è l'immenso talento narrativo dello scrittore anglo-indiano (malgrado l'aplomb e il look rigorosamente british infatti Kipling è nato a Bombay e ha vissuto gran parte della sua esistenza in India), talento che nelle storie brevi riluce come un gioiello dai riflessi inattesi e sorprendenti, e che soprattutto in questi racconti - risalenti alla primissima fase della carriera letteraria e giornalistica del nostro - è ancora libero da condizionamenti, tecnicismi, forzature e vibra di una passione incontaminata e quasi adolescenziale per gli odori, i paesaggi, le storie della madre India (provare per credere l'intensa prefazione, nella quale l'auotre racconta l'incontro con il vecchio santone Gobind, alla memoria del quale il libro è in qualche modo consacrato). Grande merito quindi ad Adelphi per la ristampa di questa antologia di racconti pubblicati originariamente sul giornale The Pioneer e successivamente raccolti in volume dalla popolarissima Indian Railway Library (peraltro senza il permesso dell'autore): un'occasione imperdibile per scoprire un Kipling tanto fascinoso quanto diverso da quello delle antologie scolastiche. Il volume è curato da Ottavio Fatica, autore di una dottissima postfazione che esplora in bella forma alcuni aspetti bio-bibliografici dell'opera di Kipling.

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