La civiltà in bagno

La civiltà in bagno

Le città malsane non sono esclusivo e drammatico appannaggio della modernità. Non si registrano infatti peggioramenti progressivi. Per esempio, se pensiamo a una delle più grandi metropoli della storia da sempre, ossia Londra, il XVII secolo è stato un periodo di disordini, guerre civili, epidemie e peste, ma niente dimostra incontrovertibilmente che le condizioni di vita fossero peggiori di quelle della stessa città nel medioevo. Anzi, verso il Settecento si comincia a migliorare. Nella prima metà del secolo la popolazione inglese cresce di un milione di unità e i morti sono dovuti più al gin scadente che all’assenza di provvedimenti igienici. Muoiono meno persone nella grande Londra del 1797 che nella piccola Londra del 1697. Sebbene le città si ingrandiscono, l’igiene infatti migliora. Migliorano le strade, i canali, le tubature, le case, si usa il cotone, economico e possibile a bollirsi, pertanto così si ammazzano i pidocchi. Persino i sistemi di nettezza urbana dell’epoca, se ben usati, non sono affatto antigienici come si potrebbe supporre…

A oltre cinquant’anni di distanza dalla prima pubblicazione, datata 1960, seguita nell’arco di dodici mesi dall’edizione italiana che comparve sugli scaffali per Garzanti, torna in libreria un saggio di raro rigore scientifico – non a caso l’autore era pittore e architetto, dunque maneggiava con sapienza il potere anche divulgativo dell’immagine ‒ ma che al tempo stesso è connotato da una sapiente e sapida ironia e che racconta in senso diatopico, diacronico e diacritico, con indubbia dovizia di particolari, la storia, sotto ogni punto di vista, di un luogo (ma non solo: si parla anche, per esempio, degli stabilimenti termali) a cui tutti accediamo, si spera, almeno più volte al giorno, ma che, essendo legato ai bisogni corporali, è spesso nominato con pruderie. Eppure un celebre imperatore romano, giustamente, non ebbe problemi a intascare le tasse che derivavano dalla civilissima introduzione dei bagni pubblici: pecunia non olet, si sa… Mediante una ricchissima carrellata di aneddoti e un numero spropositato di illustrazioni ricavate da incunaboli, miniature, quadri, disegni e molto altro Wright fornisce al lettore la documentazione più completa che si immagina si potesse mai collezionare, e induce alla riflessione sull’evoluzione della storia, della società, degli usi, dei costumi, delle tradizioni, delle credenze scientifiche, igieniche e sanitarie, della vita quotidiana e persino della considerazione dei rapporti interpersonali.



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