La colonna di fuoco

1558 – Per Ned Willard la nostalgia di casa è diventata troppo forte. Lui è giovane, con il peso lieve dei suoi diciott’anni ma le responsabilità di che sta mandando avanti gli affari di famiglia a Calais, in Francia, allo stesso tempo lontana e vicina dalla sua Kingsbridge, città brulicante di vita e famosa per la sua immensa cattedrale, costruita quasi quattrocento anni prima. Oggi però, attorno a quel maestoso edificio, non c’è più quella serenità di abbandono a Dio che fa guardare tutti nel medesimo modo verso il cielo, ma si preferisce combattere con la lingua e con la spada per far valere la propria visione del mondo e di Dio. Faide e guerre di religione penetrano ogni livello della scala sociale e preoccupano tanto i regnanti quanto i popolani. Ned sa già che sposare la bella Margery, figlia del sindaco e già padrona del suo cuore prima che lui partisse per la Francia, sarà difficile se non impossibile. Il fratello di lei, Rollo, ha l’ambizione di farsi strada nella società che conta e il suo modo di scalare le classi sociali passerà proprio attraverso il matrimonio di sua sorella con un nobile, il visconte Bart Shiring…

Ken Follett torna nel suo universo storico preferito, dopo giusto una decina d’anni trascorsi per guadagnarsi il successo della voluminosa e apprezzata Century Trilogy, e lo fa con questo La colonna di fuoco, terzo capitolo della saga iniziata nel lontano 1990 con il famosissimo I pilastri della terra – al 64° posto nella lista dei 101 bestseller di tutti i tempi – e proseguita nel 2007 con Mondo senza fine. Neanche a dirlo ci troviamo nuovamente nella cittadina immaginaria di Kingsbridge, con il giovane e avventuroso Ned Willard alle prese con un amore bello ma complicato dalle accanite diatribe religiose di quegli anni. Il periodo storico coperto dal romanzo va infatti dal 1558 al 1620, anni ricchi di controversie e conflitti religiosi che vengono visti attraverso la lente del giovane protagonista, il quale si trasformerà da ambizioso e innamorato mercante a prima spia di Sua Maestà la regina Elisabetta I. In questo voluminoso affresco in cui figure realmente esistite (Sir Thomas Cecil, Elisabetta I, Maria Tudor …) si affiancano a riusciti personaggi frutto della penna esperta di Follett (dai protagonisti Ned e Margery, passando per Pierre Aumande, Sylvie Palot e Barney Willard), descrizioni e intrighi prendono il sopravvento, evidenziando le caratteristiche principali di un autore che da una quarantina d’anni è garanzia di potere immaginifico, cura nelle ricostruzioni storiche e certosina precisione nel dipanare trame mai banali e sempre in grado di tenere desta l’attenzione del fedele lettore. Un’opera della maturità che, all’ombra della cattedrale di Kingsbridge, costituisce anche un invito, non troppo velato, alla tolleranza religiosa.



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