La commedia umana

La commedia umana

I Macauley sono una delle tante famiglie di Santa Clara Avenue, a Ithaca, che sbarcano il lunario durante gli anni difficili della guerra. Il padre è morto, la madre lavora a periodi alterni in uno scatolificio, la sorella maggiore studia e il fratello più grande è da qualche parte in Europa a difendere gli ideali americani. Homer a soli quattordici anni si trova, quindi, a fare le veci del capofamiglia. La scuola è importante, ma su di sé sente la responsabilità di portare dei soldi a casa e inizia a lavorare all’Ufficio del telegrafo, dove il direttore, il Signor Spangler, e il telegrafista, il Signor Grogan, condividono serate di notizie funeste e tortine alla crema di cocco comprate al vicino fornaio. Gli anni sono quelli della Seconda Guerra Mondiale e spesso con la sua bicicletta Homer si ritrova a girare per la città e consegnare tristi telegrammi ministeriali che mettono fine a periodi di attesa o, peggio, a compleanni festosi. Il mondo sembra essere tutto in casa ad aspettare l’arrivo lungo i viali alberati dei figli partiti lontano. Ci si riunisce in casa di qualcuno e si cerca di dimenticare con una canzone strimpellata tra amici o bevendo del sidro, sperando di non udire mai bussare alla propria porta. L’unico che al momento continua a vivere il suo mondo fatto di curiosità e scoperta è il piccolo Ulysses Macauley. A lui basta un treno di passaggio o un animaletto su un albero per apprezzare il luogo in cui si trova. Gli hanno detto che un giorno sui fratello tornerà da quel luogo distante che si chiama guerra e la sua famiglia sarà di nuovo insieme come nei vecchi tempi…

William Saroyan è uno di quegli scrittori che dovrebbe avere un riconoscimento superiore a quello che sembra ricevere. È una colonna portante della letteratura statunitense del Novecento, i suoi racconti e romanzi hanno il pregio di raccontare l’America più vera, quella fatta da ragazzini di seconda generazione, lavoratori e poveri disperati. La sua esistenza di figlio di immigrati armeni si ritrova nelle pagine dei suoi libri rendendoli a tratti quasi autobiografici (tra i primi lavori del giovane Saroyan c’è anche quello presso la società dei telegrafi di San Francisco). La commedia umana si muove su due binari principali: quello del protagonista, Homer, e quello di suo fratello, Ulysses, prendendo molte deviazioni per raccontare il catalogo umano che si muove nelle strade della cittadina californiana di Ithaca. Le giovani ragazze che vengono accompagnate dai soldati al cinema. Il vecchio telegrafista con il vizio dell’alcool che beve tazze di caffè per portare avanti il suo lavoro di “ambasciatore di notizie”. La banda dei ragazzini del quartiere che passa il tempo in innocue scorribande che spesso includono anche il più piccolo dei Macauley. Anche il più straniero si sente a casa in un luogo dove tutti vivono la stessa sorte, fatta di attese infinite e pochi soldi in tasca. Nel 1943 il regista Clarence Brown filma la versione cinematografica del romanzo, con Mickey Rooney nei panni del giovane protagonista. La sceneggiatura iniziale del film era stata in realtà firmata dallo stesso Saroyan, che successivamente licenziato, decise di pubblicare il romanzo prima dell’uscita della pellicola.



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