La Compagnia della Spada ‒ Gli spietati

La Compagnia della Spada ‒ Gli spietati

Kayne è svegliato di soprassalto dalla voce brusca e gracchiante del gigante del Nord, Jerek. Il guerriero ha già sguainato le sue asce gemelle scrutando cupo e accigliato la notte che cede rapidamente il passo all’alba. Qualcosa nell’oscurità avanza e Kayne riesce appena in tempo a sollevarsi e ad allontanare dalla mente l’ultimo frammento del sogno dal quale si è appena svegliato che dal buio una freccia sibilando si conficca ad un paio di metri dal bivacco. Sono in piena estate e si muovono sperando di non attirare l’attenzione di alcuno, tantomeno di banditi in cerca di guai. Nonostante i due guerrieri del Nord riescano a seminare gli assalitori, al rientro all’accampamento si accorgono di essere stati derubati di tutti i bagagli; certamente un inizio di cattivo auspicio pensa Kayne, soprattutto dopo il viaggio di già tre settimane alle spalle, la stanchezza e le ferite da cui riprendersi. Dopo aver lasciato Dorminia, il compagno Jerek ‒ due costole rotte e uno zigomo incrinato ‒ meriterebbe riposo; ma il Lupo “avrebbe preferito svenire in sella piuttosto che rimandare il viaggio di un’altra settimana”. Odia i dolci agi in cui vivono gli abitanti delle Lande del Sud. E così, in una mattina che avanza svelando un cielo sempre più plumbeo, i due guerrieri del Nord si accingono ad attraversare le Lande Desolate, vasta distesa di campagne aride “che un tempo aveva ospitato le tribù nomadi degli Yahan, che si spostavano a cavallo, prima che il Conflitto Celeste dividesse il territorio”...

Secondo volume della saga de La Compagnia della Spada, Gli spietati riprende le fila della narrazione del precedente romanzo catapultandoci nuovamente nelle atmosfere cupe, asfittiche e medievali di quello che è un grimdark fantasy a tutti gli effetti, genere già sdoganato in Italia da George R.R. Martin e da Joe Abercrombie. La fanno da padrone violenza, azione, intrighi politici, cinismo, turpiloquio e magia, che qui – a differenza del primo volume della saga – acquista un’importanza meno marginale ed è in grado di ribaltare le sorti della storia, costringendo i protagonisti, tormentati, violenti ed eroi loro malgrado, a combattere non solo contro nemici in carne ed ossa ma anche contro forze oscure apparentemente invincibili. Serrato, decisamente più avvincente del primo romanzo (grazie anche all’utilizzo di POV, dal susseguirsi rapido di azioni e dallo stile che appare più maturo e ritmato) Gli spietati non è privo di colpi di scena e di introspezione: il temibile Brodar Kayne, ex Spada del Nord, guerriero dal cuore di pietra, preferirà la battaglia o andrà alla ricerca della donna che ama e di suo figlio? Insomma, Luke Scull sembra essersi divertito parecchio nella stesura di questo secondo romanzo, prova non facile come ha ammesso lo scrittore stesso, ma che gli ha permesso anche di liberare la propria fantasia. Nato, infatti, come ideatore di videogiochi, Scull ha ammesso in una recente intervista di aver tirato finalmente un sospiro di sollievo nella stesura della saga: “Per necessità la progettazione dei giochi richiede che tutto sia pianificato in anticipo; La Compagnia della Spada è stato quel sollievo di cui avevo bisogno dopo il vincolo di dover seguire un canovaccio; una pianura aperta dove poter correre a perdifiato e andare ovunque la storia e i personaggi mi portassero”.

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