La comunista

La comunista

Francesca è una giornalista che lavora alla redazione napoletana del quotidiano “L’Unità”. Negli anni Settanta si suicida per motivazioni tutte interne al PCI di allora, votato all’URSS senza se e senza ma in una Napoli in pieno fermento. Ora Francesca è tornata e si presenta all’amico Ermanno per dissipare alcuni nodi rimasti insoluti. Passeggiando per le vie di Napoli, quelle che li hanno visti giovani e appassionati militanti comunisti, i due cercano di fare luce sul passato, sulle motivazioni che hanno spinto la giornalista a compiere quel gesto estremo; cercano di scandagliare insoluti sentimenti o le macerie di sentimenti rimasti dopo la sua morte e quello che la sua morte ha comportato… Il grecista Lucio Ammendola venera i suoi libri come oggetti di culto. Un bibliofilo, un bibliomane, un bibliofile che dilapida il suo patrimonio investendolo in libri rari che tira via da polverose librerie antiquarie. libri che si accatastano senza ordine, fino a quando nella vita di Lucio entra un operaio polacco, che inizia dapprima ad occuparsi del giardino salvo poi svelare un talento incontestabile da ebanista. Ed è a lui che il professore, tra una lezione di italiano e l’altra, gli affida il compito di realizzare il sogno di una vita intera: la libreria che custodisca i suoi tesori…

In questi due racconti non inediti Rea ci accompagna in una vecchia Napoli misteriosa ed accidiosa in un intreccio di memoria popolare e storia politica, intrecci di partito e bibliomania. in effetti non esiste un filo conduttore tra un racconto e l’altro, scollati per tematiche ed anche un po’ per stile. La mancanza di assortimento è però ricucita dallo sfondo fatto da questa città che si impone - quasi sempre, per la verità - come la vera protagonista. Molto più coinvolgente e appassionato L’occhio del Vesuvio, il racconto del Professor Ammendola, rispetto a La comunista che, invece, per quanto emotivamente tocchi di più le corde di Rea resta trattenuta, ricondotta ad un certo razionalismo che la rende asettica, a volte sterile pur trattandosi di un fatto di cronaca veramente accaduto e che ai tempi in cui si consumò, sollevò non poco clamore. Siamo davanti ad una lettura globale indolore dalla quale ad uscirne fuori rinvigorita, nonostante tutto, è la città, Napoli, col suo occhio di fuoco sempre vigile su tutto. Uomini e storie.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER