La conquista del West

La storia della colonizzazione europea prima e dell’espansione dei giovani Stati Uniti poi è essenzialmente una storia di conquista dell’ovest del continente americano, di un moto verso la frontiera in continuo mutamento del mitico West, un luogo anche dell’anima, piantato come un chiodo nell’immaginario collettivo - ancora oggi. Per quasi 150 anni in America a dire il vero ci sono stati solo i “conquistadores” spagnoli ma nel 1605 il francese Samuel de Champlain fonda la città di Québec e risale la corrente del fiume Ottawa fino al lago Huron. Inglesi e olandesi si accorgono di aver sottovalutato le potenzialità economiche di quel territorio inesplorato e iniziano a finanziare spedizioni su spedizioni. Da lì in poi è una vera e propria invasione: i puritani inglesi in poco più di un secolo occupano quasi tutta la costa est, dal New Hampshire alla South Carolina; più a nord e più a sud ci sono i francesi, in Florida gli spagnoli. Le potenze europee competono e si scontrano, le ribellioni dei nativi americani vengono sedate con le buone o con le cattive, si colonizzano sempre nuovi territori, si fondano città, si vive con crescente disagio lo status di colonia fino alla insurrezione contro l’Inghilterra e all’indipendenza. Regolate Spagna e Francia (con Napoleone Bonaparte che vende la Louisiana per 60 milioni di franchi agli Stati Uniti, increduli di tanta fortuna) e con un’economia in prepotente ascesa, lo sguardo dei giovani Stati americani si volge a occidente: serve terra, terra libera per i nuovi coloni. E se non è libera occorre liberarla…

Il francese Jacques Chastenet (1893-1978) è stato uno di quei “tuttologi” d’altri tempi: eroe di guerra (ha ricevuto la Croix de guerre e la Légion d’honneur durante la Prima guerra mondiale), laureato in Legge, storico, giornalista, diplomatico, amministratore di società minerarie, autore di decine di libri, presenzialista compulsivo, membro di numerose istituzioni tra le quali il Conseil français du Mouvement européen e presidente di altre, per esempio la Lega europea per la cooperazione economica e il Comité France-Amérique. Celebri le sue biografie di Wellington, Elisabetta I, Churchill. Questo suo gustoso titolo datato 1967 è un tipico esempio della storiografia divulgativa e popolare che furoreggiava qualche decennio fa: se cercate bibliografie sterminate, accuratezza documentale e approfondimento girate al largo. Se invece amate l’approccio aneddotico, la sintesi e la semplicità sarete felici di attraversare al galoppo quasi quattro secoli di storia seguendo “l’impetuoso slancio, la corsa che, con alterne vicende e attraverso le più incredibili peripezie, portò la colonizzazione dalle coste dell’Atlantico a quelle del Pacifico”, per citare lo stesso autore.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER