La corte dei miracoli

La corte dei miracoli

All’interno dei confini della città esiste un piccolo regno in cui le convenzioni, i costumi e le leggi dello Stato non vengono in alcun modo rispettate. Per alcuni questo posto - da tutti conosciuto semplicemente come il Quartiere - è un vero e proprio inferno, mentre per altri è il paradiso. Franco appartiene alla seconda categoria e non riesce proprio a capire come la gente non riesca ad apprezzare quest’area ai margini della società. Franco è mancato da qualche giorno e già la coltre di ipocrisia che si respira nel resto della città lo soffoca. È felice quando percorre la statale verso casa e si sente veramente in pace con se stesso solo quando impugna di nuovo la sua fedele pistola. Appena arrivato però il vecchio sbandato Musta lo mette subito in guardia: c’è una vera e propria faida all’interno del Quartiere per il controllo del traffico della droga e le potenti famiglie Lancia e Villa stanno a guardare per capire quale cane rabbioso uscirà vittorioso dallo scontro. I Montero stanno soccombendo e Rouge il Francese, al quale Franco tempo addietro aveva soffiato sotto al naso la donna, non vede l’ora di eliminarlo per provare a tutti la sua forza. Valter è invece un poliziotto nel Quartiere e assieme al suo fido compagno Max pattuglia le strade per combattere il crimine. Quando però uno sconosciuto entra in casa sua per minacciare lui e sua moglie Giulia decide che è arrivato il momento di giocare sporco per ripulire una volta per tutte il Quartiere dalla feccia che lo popola…

Nietzsche diceva: “C’è un solo mondo, ed è falso, crudele, contraddit¬torio, corruttore, senza senso. Un mondo così fatto è il vero mondo. Noi abbiamo bisogno della menzogna per vincere questa “verità”, cioè per vivere”. La premessa perfetta a questo noir di Flavio Carlini in cui il protagonista indiscusso è senza dubbio questo scenario ai margini della società, in cui trionfano degrado e violenza. Una vera e propria giungla metropolitana, non poi così lontana dalla realtà di tante periferie abbandonate ai margini delle nostre città. L’autore utilizza uno stile agile e serrato, tipico dei metalinguaggi che gli sono avvezzi da reporter e videomaker qual è: si susseguono fotogrammi crudi e fulminei che colpiscono il lettore come uno schiaffo in pieno volto. Le storie di periferia del resto sono il pane quotidiano di Flavio Carlini, dati i precedenti romanzi Le cronache del Quartiere e Downtown, usciti rispettivamente nel 2008 per Aletti e nel 2009 per Casini.



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