La corte di nebbia e furia

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Feyre non ha mai pensato di poter instaurare un rapporto di alcun tipo con Rhysand, il Signore della Corte della Notte. Non dopo che nel Regno sotto la Montagna l’ha costretta a stipulare un patto, la cui firma è tatuata sulla sua pelle e ogni volta le ricorda quanto in basso è dovuta scendere pur di salvare Tamlin e la Corte di Primavera. Per questo, quando il giorno delle sue nozze con Tamlin, Rhysand è venuto a reclamarla in onore proprio di quel patto, Feyre ha accettato quasi con rassegnazione il destino a cui stava andando incontro. Eppure Velaris, capitale di quel regno da tutti descritto con parole poco lusinghiere, è quanto di più lontano si possa immaginare da morte, distruzione, perversione e dolore. La Corte della Notte è un’oasi di pace dove la devastazione portata da Amarantha per cinquant’anni non ha attecchito, al contrario di ciò che è accaduto nel resto di Prythian. A confronto, è la Corte di Primavera ad assumere i tratti di una prigione dove non le è concesso neanche fare un giro nelle scuderie della villa senza avere su di sé gli occhi della scorta, che Tamlin non le toglie mai. Una “precauzione” – queste le parole del suo Signore Supremo – per evitarle altre sofferenze ma che piuttosto che lenire il dolore, lo acuisce con il risultato di allontanarli sempre di più uno dall’altro…

Il secondo volume della saga di Sarah J. Maas non tradisce le aspettative del suo pubblico e conferma le grandi doti scrittorie della sua autrice. La storia riprende alcuni mesi dopo gli eventi narrati negli ultimi capitoli del primo volume: Amarantha è stata sconfitta ma il prezzo da pagare è stato alto, forse troppo, sia per Feyre che per Tamlin che si ritrovano a essere su due fronti opposti senza riuscir a capire uno le esigenze dell’altra. In questo romanzo, i tratti del mondo che fanno da sfondo alla narrazione diventano più nitidi e definiti e permettono al lettore di orientarsi meglio in questo territorio fatato. Il ritmo della narrazione resta piuttosto lento, soprattutto nei capitoli iniziali, ma nonostante questa pecca, il romanzo procede fluidamente. Tanti sono i riferimenti al mondo letterario fantasy, primo fra tutti ai romanzi di George R.R. Martin: non può sfuggire il muro che separa il mondo mortale da quello delle creature fatate (i Fae), molto simile alla Barriera presente ne Il trono di spade; così come la suddivisione delle Corti e le varie guerre fratricide che hanno sconvolto l’armonia di Prythian sono del tutto simili a quelle avvenute a Westeros. Alcune immagini richiamano il disegnatore e regista giapponese Hayao Miyazaki: il film Il castello errante di Howl è presente sia per il rapporto che si instaura tra Feyre e Rhysand, che per le trasformazioni che quest’ultimo subisce. Un ottimo libro nel quale anche gli elementi ripresi da altre saghe vengono abilmente contraffatti e ridisegnati rendendo accattivante – per gli estimatori del genere - questa sorta di “caccia al tesoro”.

 


 

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