La Creazione

La Creazione
Il più grande entomologo vivente si rivolge a un reverendo della Chiesa Battista del Sud in una lunga e articolata lettera aperta. Lui, ateo convinto (anche se ama definirsi 'umanista laico') nonostante abbia con i credenti un atteggiamento rispettoso, chiede al suo interlocutore di superare le differenze e i rancori per lavorare insieme a un progetto comune: la difesa dell'integrità della biosfera. Il mondo vivente – la Creazione, per usare una definizione cara a chi ha un Dio – è in pericolo mortale: si stima che se l'attuale ritmo di estinzione (circa 100 volte superiore a quello di quando l'uomo non c'era) delle specie animali e vegetali rimarrà costante, entro la fine del XXI secolo metà di quelle specie si estingueranno. E una civiltà crolla, credeteci o no, quando il suo habitat viene distrutto. Un esempio pratico? Nei millenni gli esseri umani si sono specializzati a nutrirsi dei semi (e derivati) di sole 4 piante: grano, riso, mais e miglio. Se queste piante si estinguono, la razza umana muore. Punto...
L'indifferenza della politica deve spingere scienza e religione a firmare una tregua momentanea, un cessate il fuoco, e a stringere un patto a salvaguardia del futuro. Perché nonostante la biomassa trascurabile (tutte le formiche della Terra pesano come tutti gli uomini messi insieme, ma entrambi devono inchinarsi ai vermi nematodi, che da soli costituiscono i 4/5 degli animali del nostro pianeta) gli esseri umani si sono rivelati letali, capaci come sono di inquinare atmosfera, suolo, mare fino al punto di innescare cambiamenti climatici immani. Ma – si domanda con viva preoccupazione Edward O. Wilson, professore ad Harvard e il maggiore esperto di formiche vivente - una inversione di rotta è possibile per la specie umana, proprio quella che ha determinato la crisi ecologica con l'avvento della sua cosiddetta civiltà, che ha sancito il distacco prima di tutto culturale dall'habitat naturale dell'homo sapiens? Chi è stato causa del suo mal saprà riscattarsi? La Creazione – saggio magnifico, emozionante e sommamente istruttivo – si concede di ipotizzare di sì, e tenta di suggerire anche come, hai visto mai. Il libro è recentemente finito su tutti i giornali non per la struggente passione civile che lo anima ma perché oggetto di un imbarazzante plagio da parte di uno dei più stimati giornalisti italiani, Corrado Augias, che ne ha a quanto pare copiancollato diversi stralci nel suo Disputa su Dio e dintorni nonostante le smentite.

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