La croce Honninfjord

La croce Honninfjord
“Non c’è altro luogo dove la musica sia stipata in tale quantità”. Ingenting, Norvegia, 1965. Bjorn Korning, custode del mastodontico archivio musicale di Ingenting, riceve una strana visita. La giovane e avvenente Marie è infatti giunta dalla Francia alla ricerca di uno spartito introvabile del compositore Honninfjord-Dervinskij, l’unico che possa dimostrare che la ragazza sia davvero la figlia legittima del compositore. Stati Uniti, 1988. Nel corso della trasmissione radiofonica The Opposite of Vanishing un gruppo di ascoltatori rilascia delle testimonianze chiave che aiutano a svelare uno dei più grandi misteri della storia norvegese: la scomparsa di un gruppo di trenta bambini durante la seconda guerra mondiale. Tilbake, Norvegia, 1942. Il compositore musicale Edvard von Honninfjord-Dervinskij giunge nella cittadina con un piano: affondare la nave tedesca destinata a trasportare in Germania un carico di acqua pesante, utile alla costruzione della prima bomba atomica da parte del Reich. 883 d.C. Il monaco benedettino Hoisbald giunge alla cattedrale di Askert con l’intento di sfidare uno dei dogmi chiave della Chiesa Cattolica in ambito musicale: il canto gregoriano. Ingenting, 1970. Bjorn Korning, custode dell’archivio musicale della cittadina norvegese, riceve una lettera da Marie dopo anni di silenzio. L’occasione per rincontrarla sarà a Venezia, in Calle de le Calegre…
C’era un tempo in cui suonare era un atto di dedizione nei confronti di Dio, in cui i pentagrammi non esistevano e la musica liturgica si scriveva con strani segni detti 'neumi' con i quali il suono si innalzava a voce divina. Era il tempo del canto gregoriano che, in quanto rappresentazione del divino, doveva seguire un’unica voce, un’unica melodia. Chi osava sfidare la musica monodica con diafonie era considerato un eretico, un bestemmiatore. Colpevoli di aver anticipato l’avvento delle composizioni polifoniche a più voci, molti tra i migliori musicisti del tempo finirono sul rogo. Giovanni Montanaro, classe 1983, ci insegna questo e molto altro nel suo libro che, badate bene, non è un saggio musicale, ma un romanzo a più voci, un thriller musicale bellissimo, intrigante, misterioso e ricco di simboli, in cui la musica scandisce i tempi e racchiude in sé la chiave di tutti i misteri, compresi quelli dei singoli personaggi. Quattro trame portate avanti all'unisono con maestria e legate da un filo sottile e geniale che divora i secoli verso una fine inaspettata, inimmaginabile. Un thriller moderno e antico allo stesso tempo, capace di legare una finzione letteraria travolgente (è davvero un peccato dirlo, ma l’archivio di Ingenting è una pura invenzione) a eventi storici di grande impatto come la deportazione nazista in Norvegia o l’evoluzione della musica liturgica. Un percorso tortuoso e affascinante che si perde negli intrigati cunicoli dell’archivio norvegese, tra la fuga di un gruppo di ragazzi dalle grinfie delle SS alla ricerca di un padre mai conosciuto, e che trova una soluzione unica e perfettamente armonica in un singolo spartito, chiave di volta del romanzo, voce guida di numerose trame, come nelle migliori sinfonie. Giovanni Montanaro dirige con mano sicura e talento l'orchestra. E il finale è solo da applausi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER