La crociata dei bambini

La crociata dei bambini
Romania, stazione ferroviara di Cluj, in una torrida giornata d'estate. Gli alunni delle scuole medie della città, accompagnati da genitori o nonni che tra la preoccupazione e il sollievo si apprestano ad affidare i loro pargoli ai professori, aspettano ansiosi al binario numero tre, emozionati per l'inizio della loro vacanza nella colonia al mare. Al binario numero due invece è in arrivo il rapido per Bucarest, pronto ad accogliere decine di passeggeri e il loro bagaglio di vita passata. C'è chi ha pagato il biglietto e chi invece il biglietto non lo paga mai, come Calman, un giovane vagabondo, indeciso se unirsi ai suoi amici nel treno per Bucarest o ai bambini delle scuole, per osservare da vicino, non senza un pizzico d'invidia, cosa significhi avere un'infanzia normale. Intanto, nel suo ufficio presso una ditta di software, Ilarie riceve un'email sospetta, addirittura senza mittente! Una volta aperta poi, il messaggio comincia a comporsi direttamente, sotto i suoi occhi! Mai in tutta la sua carriera, piuttosto brillante, di programmatore informatico, Ilarie si era trovato davanti a una cosa del genere, e non si darà per vinto fino a quando non avrà decifrato il significato di quelle misteriose parole. La zingara Angelica, la strega più potente di tutto il clan, osserva nelle carte il destino di suo nipote Calman: è passato troppo tempo dall'ultima volta che ha visto il ragazzino e purtroppo le carte non fanno sperare nulla di buono. Poco dopo la partenza infatti, sul treno dei bambini cominciano i problemi: gli studenti decidono-forse per scherzo, chissà- di dirottare il treno verso Bucarest...
La crociata dei bambini è stato definito, non a torto, uno dei romanzi europei più importanti dell'ultimo decennio. Ambientato nella Romania post-comunista, il romanzo di Florina Ilis è sì lo specchio di un paese disilluso e disorientato ma è soprattutto un grande romanzo corale che da voce all' epopea dell'Uomo, trascendendo i confini della Romania. Lo stile originalissimo – non c'è nemmeno un punto fermo in tutte le 800 pagine del romanzo - riesce a comporre e a mescolare le storie personali dei tanti-tantissimi personaggi fino a formare un’unica storia appassionante e complessa. Come un soffio di vento che passa impercettibile da un volto all'altro, vediamo i protagonisti in attesa sui binari della stazione, entriamo per un attimo nelle loro vite, scoprendo i loro pensieri più nascosti, poi li abbandoniamo, ma li ritroveremo presto, sul treno o magari nelle loro case. Il tema dell'innocenza di fronte al male, anche se non è  nuovo per la letteratura (basti pensare a Il signore delle mosche), viene affrontato da una improbabile, sconcertante prospettiva che getta una nuova luce sull'infanzia e l'età adulta. Insomma, sono tanti i motivi per amare questo romanzo, non  perdetevelo.

 

 

 

 
 
 
 
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