La diseducazione di Cameron Post

La diseducazione di Cameron Post

Il giorno in cui i suoi genitori muoiono, Cameron è insieme alla sua amica Irene Klauson a rubare in un negozio. Tra le due ragazzine c’è un sentimento molto stretto, più forte di quello che lega due comuni amiche, qualcosa che ancora entrambe faticano a riconoscere ma che pulsa sotto la loro pelle e ne anima pensieri e respiri. I suoi genitori sono partiti solo qualche giorno prima per la loro annuale vacanza in campeggio nei pressi del lago Quake e Cameron è rimasta a casa insieme all’adorata nonna Post. In quei giorni la sua città, Miles City è bruciata dal sole e dal calore anche se è solo il mese di giugno e le due ragazze amano andare in giro poco vestite e bere cocktail freschi da loro inventati. Quel giorno Cameron è ospite dei genitori di Irene nel loro grande ranch fuori città, dalle parti di Broadus. Tornate a casa dopo la bravata nel negozio le due si chiudono in camera ed è lì, in quel piccolo microcosmo dove potersi osservare, confrontare e scoprire nel corpo e nei sentimenti che i genitori di Irene, due benestanti allevatori, comunicano a Cameron che deve immediatamente tornare a casa perché sua nonna la sta attendendo. Cameron non capisce il perché di una così repentina e improvvisa partenza né d’altronde i due signori sembrano volerle dire qualcosa o dare spiegazioni. L’unica cosa che sanno fare è guardarla con pietà e tristezza. Cameron teme di essere stata scoperta, che qualcuno l’abbia sorpresa mentre rubava e abbia fatto la spia o ancora peggio, che l’abbiano vista mentre baciava Irene. Ma appena varcata la soglia di casa si trova davanti nonna Post in lacrime e capisce che qualcosa di diverso è accaduto. È così che Cameron scopre di essere rimasta orfana. Ed è così che per l’adolescente tutto inizia cambiare proprio nel momento in cui sta iniziando a scoprire quella parte di sé, l’omosessualità, che non riesce a comprendere e per affrontare la quale avrebbe davvero bisogno di confrontarsi con sua madre che sembrava invece aver intuito qualcosa…

La diseducazione di Cameron Post è un romanzo di formazione, toccante e necessario dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto da Desiree Akhavan vincitore del Gran Premio della giuria al Sundance Film Festival. È la storia di un’adolescenza alla scoperta della propria sessualità, del proprio corpo e della propria anima, la storia di quanto possa essere difficile essere una ragazza in una famiglia e in una piccola comunità fermamente legate ai valori religiosi. L’autrice riesce a descrivere con intensità e precisione il tumultuoso mondo interiore di Cameron, rappresentandone alla perfezione paure, aspettative, desideri e nevrosi. Allo stesso tempo la Danforth muove una feroce critica a quelle realtà che pretendono di poter riparare e guarire le persone omosessuali come se si trattasse di una malattia, di un intoppo biologico o genetico o ancora, una scelta volontariamente compiuta. Realtà che rinchiudono giovani ragazze e ragazzi in centri di tortura psicologica dove col pretesto della preghiera, del sacrificio e della negazione di se stessi si pretende di poter far cambiare orientamento sessuale alle persone. Un romanzo crudo, duro, immediato e diretto che trasuda da ogni pagina una reale consapevolezza circa quanto viene raccontato e le problematiche che tuttora affliggono le persone omosessuali. L’autrice, donna lesbica sposata, insegnante di letteratura e scrittura creativa ed editor, ha messo in scena nelle sue pagine il frutto di un vissuto probabilmente personale e per questa ragione ancora più credibile, partecipato ed emozionante. Un romanzo necessario, dunque, vincitore del Montana Book Award e tra le migliori opere di formazione della letteratura LGTBQ.



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