La donna che vestiva di rosso

La donna che vestiva di rosso
Thomas Lynley cammina da quarantatre giorni. Da quando un dodicenne ha ucciso Helen, sua moglie, e il figlio che aveva in grembo, il sovrintendente  di New Scotland Yard  ha lasciato tutto ed ha iniziato a percorrere la costa ventosa della Cornovaglia. Ma la morte ancora una volta lo costringe a cambiare i suoi piani: la scogliera ha fatto un’altra giovane vittima. Santo Kerne precipita mentre arrampica a Polcare Cove ed è proprio Lynley a rinvenirne il corpo senza vita. Coinvolto nelle indagini anche come sospettato, il sovrintendente entra in contatto con una realtà che nasconde molti segreti, segreti che affondano le radici in un passato non troppo lontano. Mentre l’ispettore investigativo della locale stazione di polizia,  Bea Hannaford, tenta  di far luce su quello che ormai è un chiaro caso di omicidio cercando chi ha manomesso l’attrezzatura del giovane Kerne, il sovrintendente si aggira alla ricerca di indizi partendo dalla dottoressa Draidre Trahair: perché ha negato di conoscere la vittima? Quali segreti la portano nella ventosa Cornovaglia fuori stagione? E soprattutto che ruolo ha in tutta questa storia la madre di Santo, la sensuale Dellen, con i suoi abiti rosso fuoco?
Il vento della costa della Cornovaglia, i surfisti che sfidano il mare cercando l’onda perfetta, le atmosfere di una primavera appena all’inizio, il profumo dei dolci tipici accompagnano il lettore durante la lettura di tutto il romanzo. Elizabeth George  fa indagare il suo personaggio su un omicidio nel momento in cui ha perso la propria  identità, costringendolo a guardarsi dentro ad uscire dalla via di comodo data dal torpore procurato dal dolore e dal ricordo. L’ acceleratore spinge sull’indagine psicologica dei personaggi: i tanti adolescenti presenti nel libro mettono a nudo le loro ansie e difficoltà rapportandosi con genitori troppo presi dal loro passato e impossibilitati all’ascolto, i vecchi passano al vaglio la loro vite, le scelte fatte, gli errori commessi. Ma è il sesso, quello che annebbia la mente come l’alcool, che trascina nel baratro animale e richiama la vendetta il vero protagonista. L'autrice caratterizza i suoi  personaggi mettendoli a nudo e, alla fine, nessuno è condannabile perché i suoi comportamenti sono semplicemente (e crudelmente) nella natura dell’essere umano.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER