La donna della cabina numero 10

La donna della cabina numero 10
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Delilah, la gatta di Lo, è inquieta. C’è qualcosa che non va. Comincia a strusciarsi, a palpeggiarle il viso con le zampette: Lo deve svegliarsi. C’è qualcuno in casa. Lo ne ha subito consapevolezza. Si arma di coraggio e… cerca di fermare l’intruso. L’uomo scappa e Lo invece si procura accidentalmente e goffamente una ferita sulla fronte. La donna è sconvolta. Chiama la polizia, il suo compagno e la redazione del giornale di viaggi per cui lavora. Sono tutti molto solerti e in apprensione per lei: il trauma subito è stato intenso. Lo Blackwood non ha intenzione di lasciarsi fermare da un incidente del genere. Deve partire come inviata per una lussuosa crociera nei mari del Nord. Ha intenzione di usare la settimana a sua disposizione, oltre che per lavorare, per rilassarsi, lasciarsi coccolare, riflettere sul suo rapporto di coppia sempre più in crisi. La Norvegia sarà il posto ideale per lei per schiarirsi le idee. Eppure, la crociera non va esattamente come la donna ha immaginato sarebbe stato. Durante la prima notte di navigazione assiste abbastanza distintamente ad un omicidio: la vittima è la ragazza che alloggia nella cabina accanto alla sua. Lo denuncia immediatamente l’accaduto. Il capo della sicurezza non pare crederle, anzi, le dice che la cabina accanto alla sua non ha alcun ospite. Lo non si dà per vinta. Sa ciò a cui ha assistito e troverà il colpevole…

Ruth Ware, scrittrice inglese, è già nota al pubblico italiano per il suo romanzo d’esordio L’invito, che ha riscosso molto successo. Torna con un noir segnalato dal “New York Times” come uno dei più venduti negli Stati Uniti. La donna della cabina numero 10 è un romanzo scoppiettante, brillante, ironico. La protagonista, Lo Blackwood, è un incrocio tra Bridget Jones e Miss Marple: impacciata, goffa e disillusa dal mondo e allo stesso tempo attenta osservatrice di quello che la circonda, empatica e pronta a combattere per scoprire la verità. Il plot è avvincente, non ci sono passaggi a vuoto, la narrazione incalza il lettore che resta sempre con il fiato sospeso in attesa di leggere e scoprire cosa stia per accadere. Ruth Ware ci fa sorridere e allo stesso tempo tiene alta la suspense fino al colpo di scena finale, che porterà a farci scoprire chi ha ucciso la donna della cabina 10. Ambientare un romanzo noir su una nave da crociera è già una trovata vincente che ci riporta al più classico delle strutture narrative: durante la navigazione ci sono solo i passeggeri e i membri dell’equipaggio. E tra loro c’è il colpevole. Starà a Lo Blackwood scoprire chi sia, rischiare la propria vita e tornare più forte che prima. A lettore resta un romanzo piacevole e interessante da leggere con piacere in queste sere d’inverno.



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