La donna e la scimmia

La donna e la scimmia

"Ventimilacinquecento polli al giorno" disse. "Per dar da mangiare a Londra. Cinquemilaottocento maiali, millecinquecentoventi buoi, seimila pecore". Sfuggita ad un trafficante di animali, la scimmia Erasmus viene affidata ad Adam Burden, celebre zoologo e neo-direttore dello zoo di Londra. Lo scienziato scopre ben presto che Erasmus è molto più che un semplice primate: si tratta infatti di una specie sconosciuta dotata di una straordinaria intelligenza. La moglie alcolizzata e depressa di Adam, Madelene, comincia nel frattempo a provare per Erasmus una strana attrazione... Progetti. Strategie, programmi, pensieri, sogni a volte. Nel romanzo di Peter Hoeg ce ne sono molti: procedono a volte parallelamente, altre volte si intersecano , altre volte ancora si scontrano frontalmente. Adam Burden deve stupire il mondo scientifico con l'annuncio della scoperta di una specie di primati quasi umani, ottenendo fama, soldi e potere; Madelene Burden vuole sfuggire alla spirale dell'autodistruzione e della infelicità, e aprire di nuovo una via di comunicazione con il marito, non importa a quale costo; Erasmus infine deve portare a compimento la sua missione, il motivo per il quale si è spinto nel mondo civilizzato abbandonando l'isolamento in cui vivono i suoi simili. Tutti e tre, in modi diversi, sfrutteranno gli altri per raggiungere il loro scopo, tutti e tre alla fine otterranno qualcosa di diverso da ciò che avrebbero desiderato...
Sono molti e assai saporiti gli ingredienti de La donna e la scimmia: impossibile non pensare a King Kong, al mito biblico del Giardino dell’Eden, al ‘buon selvaggio’ di Rousseau, alla saga del Pianeta delle scimmie. Spy-story, romanzo rosa, manifesto ecologista: il romanzo di Hoeg è tutto questo, ma forse non abbastanza, a conferma del giudizio di molti critici, che giudicano lo scrittore danese costantemente ad un passo dal diventare una delle voci più importanti della letteratura mondiale senza mai riuscirci. Memorabile come sempre accade nei romanzi di Hoeg la figura della protagonista femminile (coinvolta peraltro in una sequenza di ‘animal sex’ che ha scatenato non poche polemiche), e tra megalomanie (Adam), dipsomanie (Madelene) e ninfomanie (l’amica di Madelene) non manca una vena di follia che esplode nel bizzarro, sorprendente finale. Che però ahinoi ricorda quei pranzi luculliani al ristorante cinese (saporiti, ricchi, colorati, speziati) che nel giro di poche ore ci lasciano con lo stomaco vuoto, in cerca di qualcos’altro da mangiare.

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