La donna silenziosa

La donna silenziosa

“Abbiamo tutti un destino. Noi non lo conosciamo, ma è fermo lì, e ogni scelta che fai, ogni persona che incontri non fa altro che avvicinarti ad esso”. Rosie Anderson, invece, conosceva bene il suo destino. È scomparsa e il tranquillo paesino inglese in cui viveva è sconvolto. Così come lo è Kate, madre di Grace, amica di Rosie. Troppo giovane per incontrare un destino avverso, Rosie ha solo diciotto anni, è bella, ha uno sguardo intenso, è la primogenita di una rispettabile e facoltosa famiglia, invidiata da molti nel villaggio: Neil, il padre, è un affermato giornalista. Joanna, la madre, è una donna perfetta, elegante e sempre impeccabile. Rosie è una ragazza con una sensibilità insolita per quelli della sua età. Lo sa bene Kate, che non riesce a pensare ad altro che a quella ragazza, che più volte le ha dato una mano con i cavalli. Rosie è premurosa, con gli animali ci sa fare e i cavalli non mentono. Quando nel bosco viene ritrovato il corpo senza vita della ragazza, violentemente accoltellata, il villaggio piomba nello sconforto. Chi ha ucciso Rosie e perché? I sospetti si concentrano su Alex, il ragazzo con cui la vittima aveva una storia, tenuta nascosta ai genitori. Le voci di una probabile gravidanza di Rosie corrono insieme alle indiscrezioni sulla presunta vita segreta della giovane. Le notizie sulle circostanze del ritrovamento del corpo rianimano i giornali locali e su Facebook trova sfogo la rabbia generale, insieme ai commenti molesti. Nel piccolo borgo di campagna, tutti sembrano sapere qualcosa, tutti sono sospettati e quando Alex viene formalmente incriminato del delitto, gli animi degli abitanti sembrano rasserenarsi. L’assassino è stato preso, la sicurezza è ristabilita. Ma per Kate qualcosa non torna. Il suo coinvolgimento emotivo nella vicenda è talmente forte che la ricerca della verità diventa per lei un chiodo fisso, che rischia quasi di contaminare anche la sua tranquilla vita familiare…

Pubblicato nel Regno Unito dall’editore Kensington con il titolo The bones of you, il romanzo di Debbie Howells ha ottenuto ampi consensi in Europa, Giappone e negli Stati Uniti. Benché ricordi molto il romanzo di Alice Sebold, The loves of you, il titolo originale riprende una canzone degli Elbow, gruppo musicale di Manchester. Costruito alternando il racconto di tre voci narranti ‒ Rosie, Kate e Delphine, la sorella minore di Rosie – la storia mantiene alto il livello di tensione, almeno per i due terzi del libro, con colpi di scena che agganciano il lettore e lo tengono incollato al libro, definito “addictive” da una parte della critica anglofona. La narrazione di Rosie, intorno al cui omicidio si costruisce tutto il romanzo, si caratterizza in particolare, per il tono distaccato e quasi apatico, con cui descrive gli abusi subiti, inanellando con lentezza i fatti che hanno preceduto il suo assassinio. L’idea della storia, ha dichiarato la Howells, ha preso corpo dall’osservazione attenta di numerose relazioni disfunzionali, soprattutto in ambito familiare. Sul tema, l’autrice si è molto documentata, rimanendo sorpresa dall’invisibilità che caratterizza gli abusi. Spesso la vittima è un nostro vicino e non ce ne accorgiamo. Le cicatrici dei rapporti tossici sono tenute nascoste, le apparenze ingannano. È questo il messaggio finale che, come un’esortazione, la Howells affida al lettore: bisogna essere consapevoli che ci sono molte persone vulnerabili là fuori, ma lo nascondono molto bene.



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