La donna sulla Luna

La donna sulla Luna
Fine anni '20, Berlino. Sul set del film di Fritz Lang "La donna sulla Luna" viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna: giace tra la cartapesta, il legno e la polvere bianca che simulano il suolo lunare, scomposto come una marionetta, con indosso una tuta da astronauta. Si tratta di Irina Kritskaya, ingegnere e fotografa, fuggita dall'Unione Sovietica nel '25: lavorava nel team del mago degli effetti speciali Konstantin Tceweirikov, che Lang ha ingaggiato per quello che si annuncia come un kolossal fantascientifico destinato a fare sensazione. Trauma cranico e fratture multiple in seguito a una rovinosa caduta, sentenzia il medico legale: secondo una sommaria ricostruzione dei fatti Irina si era trattenuta dopo l'orario normale sul set perché voleva provare qualche inquadratura per le foto di scena - ecco il perché del costume da astronauta - ma era caduta malamente procurandosi le mortali fratture. Il responsabile della sicurezza della casa cinermatografica Universum Film Aktiengesellschaft (UFA) Egon Meinecke, appassionato di giochi di prestigio, viene raggiunto dalla notizia mentre assiste allo show di Erik Jan Hanussen, un celebre illusionista che proprio quella sera sul palcoscenico ha fatto strane allusioni alla morte e alla Luna. Meinecke accorre agli studi dell'UFA e qui trova Bruno Vossler, laconico ispettore di polizia già deciso a chiudere in fretta il caso, il regista Fritz Lang e sua moglie, la sceneggiatrice Thea von Harbou. La coppia - che malgrado la perfetta alchimia artistica sta vivendo una agitata crisi matrimoniale - prende atto che si tratta di una disgrazia ma fa sapere a Egon di aver ricevuto una misteriosa lettera di minacce firmata "Il Tempio" che intima di tagliare alcune scene del film. Questo e il fatto che la Kritskaya portava con sé un foglio del progetto del razzo vero che i maghi dell'aeronautica Hermann Oberth e Werner Von Braun stanno costruendo per lanciarlo in occasione dell'uscita del film - un prodigio della tecnica che sta attirando l'attenzione di politici e militari - induce Meinecke ad avviare un'indagine sulla morte della giovane russa...
La Repubblica di Weimar conferma il fascino invincibile che esercita da sempre sui giallisti (basti pensare a Jonathan Rabb e Philip Kerr) e seduce anche il nostro Giulio Leoni, celebre per la sua saga su Dante Alighieri detective. Reduci della I Guerra Mondiale pieni di ferite (non solo fisiche) e di ricordi, artisti geniali e disinvolti, donne algide dalla sensualità incerta, musicisti e drammaturghi impegnati, locali equivoci, intrighi diplomatici, spie comuniste, nazisti rampanti, sette segrete, occultismo: gli ingredienti ci sono tutti, e l'autore dimostra di saperli utilizzare con maestria, costruendo un plot intricato e ricco di riferimenti storici. Gli stessi protagonisti sono quasi tutti realmente esistiti e soprattutto è esistito il film di Fritz Lang "Frau im Mond", presentato al Palast-am-Zoo UFA il 15 ottobre 1929 e grande blockbuster dell'epoca. Purtroppo questa pietra miliare del cinema fantascientifico (e non solo) è andata quasi del tutto perduta a causa della Seconda Guerra mondiale, e oggi non ne esiste una sola copia completa. Ci si può in parte consolare con la lettura di questo romanzo, ennesima ottima prova di un autore decisamente sottovalutato dalla critica nostrana.

 

 

 
 
 
 
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