La donna sulla pietra

La donna sulla pietra
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Dell’Hotel Marina non rimangono che il ricordo e le fondamenta bruciate, tutto ciò che è stato risparmiato dal fuoco della Seconda Guerra Mondiale. Intorno ai resti dell’albergo i bagnanti prendono posto su grandi lastre di pietra, lungo un lembo di spiaggia formato da levigate rocce giallo pallide o rossastre, stendono gli asciugamani come su appositi lettini e si lanciano nel mare profondo. Nessuno dà mai fastidio all’altro e tutto quello che avviene sulla spiaggia - risate, tuffi e conversazioni - non avviene mai con troppa enfasi o confusione, nulla rompe la quiete dei bagnanti. Su una delle lastre di pietra, sempre la stessa, sta una donna di mezz’età. È lì ma al contempo, nella dolcezza del dormiveglia, si sta arrampicando sul muro del giardino, il giardino della sua casa natale, in un’oscillazione del tempo tra giovinezza e maturità... Anica lavora come commessa in un grande magazzino, abita in una stanzetta, mangia al banco del suo posto di lavoro e la domenica se ne rimane a casa a rammendare i vestiti. Non c’è nessuno, ma proprio nessuno, che abbia capito perché Anica fuggì via dal marito, persino il padre si rifiutò di prenderla in casa e il tribunale ecclesiastico sentenziò che, senza ombra di dubbio, se il matrimonio di Anica era finito la responsabilità era soltanto sua. Nessuno riusciva a vedere cosa ci fosse in Andrija Zereković, fabbricante di spazzole, uomo distinto e dalla grande reputazione, che potesse giustificare una fuga simile. Solo Anica sa bene quanta follia e vanità si possano nascondere dietro i baffi ben curati e il savoir faire di padron Andrija, e che forma sottile e imprevista possa assumere il sopruso nelle poche ore tra la cena e il sonno…
Queste sono solo due delle tracce dei nove racconti di Ivo Andri scelti da Božidar Stanišić per formare  la raccolta La donna sulla pietra. I nove racconti tracciano un percorso lontano dai temi della storia, tanto cari allo scrittore jugoslavo, per puntare lo sguardo sulle donne e sui microcosmi che esse racchiudono. Andrić si rivela in questi scritti intimistici, forse più che in ogni altra opera, uno scrittore eccezionalmente moderno capace di mettere in luce sia le angosce più private che i modelli sociali che racchiudono i suoi personaggi. Non troverete storie di grandi imprese in questi racconti quanto piuttosto la narrazione delle piccole guerre che si combattono, spesso sotto la superficie del visibile, nelle vite delle persone comuni. Movimenti sotto la linea del quotidiano raccontati con un realismo alla ricerca di dettagli solo apparentemente insignificanti e che ricorda quello dei maestri americani delle short stories come Carver e Canty, realismo che non si accompagna però al minimalismo narrativo tipico degli scrittori d’oltreoceano ma che si innesta in una scrittura piena ed elegante. Ivo Andrić è stato una persona dalla vita privata e intellettuale molto intensa, testimone del Novecento, diplomatico, scrittore e cantore indiscusso dell’epos dei Balcani è stato l’unico rappresentante delle letterature slave meridionali a essere insignito del premio Nobel. Al di là dell’elenco dei premi e dei riconoscimenti Andrić rimane un autore imprescindibile per chiunque voglia avventurarsi nell’affascinante mondo delle letterature dell’est, e questa raccolta può essere un buon inizio.

 

 

 

 
 
 
 
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