La doppia madre

6 novembre 2015. La sezione sicurezza dell’aeroporto di Le Havre-Octeville è in allerta: si cercano tre individui molto pericolosi, tra cui un sanguinario rapinatore, con tanto di foto dei ricercati affissa alle pareti. Di fronte all’hostess Jane, al di là del vetro, c’è una mamma che tiene sollevato il suo piccolo per permetterle di identificarlo. Si chiama Malone quel bimbo a cui Jean cerca di strappare un sorriso, scambiando qualche parola con lui sul posto dove è diretto: lo saprà che lì c’è la giungla? Malone è restio, si nasconde, fa il timido. Jean ci rimane male: eppure lei ha sempre avuto feeling con i bimbi. Decide di mollare la presa. “Chiedi alla mamma. Ti racconterà della giungla” è l’ultima frase della hostess, accompagnata da un saluto. La donna rimane però perplessa di fronte ad un atteggiamento appena percepibile di Malone: quando lei pronuncia la parola “mamma”, il piccolo si gira verso la foto dei malviventi affissa alla parete… 2 novembre 2015. Il comandante Marianne Augresse è al telefono con lo psicologo scolastico Vasil Dragonman. La poliziotta sperava ci fossero novità in merito alla ricerca del rapinatore Timo Soler, a cui sta dando la caccia da giorni. Invece Marianne si ritrova catapultata in una conversazione sconcertante: il dottore le racconta che da qualche settimana si sta occupando di un bimbo strano, che sostiene che suo padre e sua madre non siano i suoi veri genitori. “Sarà adottato” dice seccata la donna. Nulla di tutto questo, anzi, i genitori sono furiosi! Nonostante la stranezza dei fatti, Dragonman sente di dover credere al piccolo e implora l’aiuto della poliziotta: rimane pochissimo tempo per scoprire la verità. Il bambino si confida aggrappandosi a dei ricordi dell’altra madre, quella di cui parla. Il piccolo ha però tre anni e mezzo e tra pochi giorni quei ricordi potrebbero svanire, sostituiti da nomi di cose e animali del mondo che lo circonda. Bisogna agire adesso e in fretta…

Malone è un bimbo misterioso, che parla con Guti il suo peluche, che si confida con lo psicologo, perché lui vuole bene a “mamma-da”, ma lei non è la sua vera mamma. Prima viveva in un’altra casa, nella foresta, dentro un castello, da cui si vedeva il mare e la nave dei pirati: un posto dove c’erano gli orchi, ma soprattutto la sua mamma, quella vera. Quella mamma che gli ha detto di ricordare, di non dimenticare. Realtà o fantasia? Quanto è importante la memoria nelle rimembranze di un bimbo di tre anni? La doppia madre è un thriller in cui emerge prepotentemente lo stile essenziale e armonioso di Michel Bussi. Due indagini, due vicende che sembrano diverse e distanti, ma che si intersecano, sino ad unirsi in un unico filo conduttore: i ricordi. Il libro, dalla storia avvincente, ha ispirato la serie TV trasmessa in Francia, Maman a tort , che prende il nome dal titolo originale del romanzo. Suggestiva e carica di mistero la narrazione di Bussi, che ancora una volta dosa magistralmente alchimia, suspense ed emozioni. Ben disegnato il sottile cerchio creato da Marianne Augresse, che ha una passione smodata per i bambini, Malone un bimbo apparentemente bisognoso del suo aiuto e Dragonman, uno psicologo con l’istinto investigativo, personaggio fortemente empatico e persuasivo, che fa da collante tra il piccolo e la poliziotta. Abilmente delineati i personaggi, che tra serietà e ironia non annoiano, tenendo alta l’attenzione del lettore.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER