La famiglia Piotta

Questa è una delle rare volte in cui Elide ha voglia di comprarsi qualcosa e come succede sempre in queste occasioni, chiede alla sua amica Delfina di accompagnarla. Pulisecco Dora Sprint: così si chiama la lavanderia per la quale lavora Delfina il lunedì e il giovedì, anche se, povera lei, forse ha più da fare a casa negli altri giorni, accudendo un marito e cinque figli. Arcibaldo Piotta si chiama suo marito, l’ha conosciuto ben venticinque anni prima al Circolo Belfiore, che nel frattempo ha cambiato gestione e nome in Circolo Ricreativo Culturale Cav. Nani. L’uomo ha un lavoro stagionale presso la Dorian, nota fabbrica di dolciumi, che purtroppo più di così non può offrire. Certo è che Arcibaldo e Delfina non navigano nell’oro, tant’è che alla donna piacerebbe avere più ore lavorative, cosa che al momento sembra essere un’araba fenice. Elide, invece, non ha figli e condivide la sua vita con Klauss Piffer, suo marito, un altoatesino che spesso la donna chiama per cognome, sia quando ne parla bene, sia quando per nervosismo non ha da spendere buone parole per lui. Piffer ha appena chiuso il suo chiosco di patatine fritte a causa del mancato rinnovo della licenza da parte del comune. Non si è comunque perso d’animo l’uomo e ha trovato lavoro come aiutante presso il distributore della Esso. Una bella camicia da notte! Ecco cosa desidera acquistare Elide e la vorrebbe comprare per il suo Piffer e per l’esattezza in occasione del compleanno di suo marito. “Vuoi dire che il tuo Piffer, quando gli anni li compi tu, si regala una pipa?”: ride Delfina, del desiderio della sua amica di regalare a suo marito la nuova camicia da notte, che in realtà è un regalo per se stessa. Fa piuttosto freddo alla fermata dell’autobus e Delfina cerca di vedere se il tanto agognato mezzo sta per caso spuntando infondo al viale. Cerca di vedere la donna, perché c’è una nebbia talmente fitta, tanto da non riuscire a intravedere nemmeno le enormi costruzioni che ospitano gli appartamenti popolari. Intanto Elide fa un’altra confidenza a Delfina: vorrebbe che la nuova camicia da notte fosse lilla. Lilla di seta con le maniche bordate, sempre che non costi troppo. Certo, sarebbe bello trovarla a buon prezzo e che fosse simile a quella della foto della rivista, quella che ha ritagliato e portato con sé. Lo spera tanto Elide, perché è davvero stufa di quel camicione che indossa tutte le sere, bianco, semplice e lungo fino ai piedi. E poi al suo Piffer non piace, le dice che così vanno a letto le suore…

Storie di vita quotidiana quelle narrate da Silvino Gonzato nel suo La famiglia Piotta, di quella vita che popola i palazzoni popolari, di quella gente che deve lavorare per vivere, che torna a casa da una faticosa giornata e deve occuparsi di figli e di conti che non tornano. Siamo nella periferia veronese, con i suoi edifici enormi avvolti nella nebbia e uno di questi di ben sette piani ospita la famiglia Piotta e altre anime, altri nuclei famigliari con le loro storie, le loro gioie e i loro dolori. Vicende di vita vera quelle raccontate da Gonzato, che vedono un’indiscussa protagonista, Delfina, madre di cinque figli, sposata con Arci, un operaio stagionale, che deve far quadrare i conti e garantire una vita dignitosa alla prole. Ed è intorno alla storia di questa donna forte e pilastro della famiglia, una figura che incarna quell’ideale femminile di potenza e maternità, che si snodano le vicende esilaranti degli altri personaggi, anime del romanzo. Delfina è una donna semplice ma eclettica, di una perspicacia disarmante, impegnata a garantire la serenità famigliare, mediando per l’amore di sua figlia Gloria, un ragazzo ghanese nato in Italia, che suo marito proprio non vuole accettare e cercando di non far pesare ad Arci il suo scarso contributo nella gestione della casa, sia a livello economico che pratico. È anche una buona confidente Delfina: Elide, la sua amica del cuore, può sempre contare su di lei ed è un’ottima vicina con la vedova Meneghetti, per esempio, emblema di intolleranza e scarsa cordialità. Delfina piace a tutti e soprattutto ha un sorriso per tutti. Una scrittura vivace quella di Gonzato, che non sminuisce la corposità degli argomenti trattati, che se pur nella loro spensieratezza, conservano un alone di tristezza, di quella drammaticità attuale legata a storie di comunanza e di unione tra persone con un’anima spesso sofferente. Un condominio fatto di persone modeste, dalla vita semplice e onesta, che scelgono lei, Delfina, come guida e come sostegno. Un libro diverso questo per Gonzato, che bandisce temporaneamente il suo essere “salgariano” e il suo spirito avventuroso, per lasciare spazio al sarcasmo, ai detti popolari, a quelle sconcezze utili rafforzativi di un pensiero che arriva dal cuore più sincero. Uno stile scorrevole, lineare e potente quello adottato dal giornalista e saggista veronese, che ben disegna le storie di quotidianità popolare, consegnando al lettore uno spaccato di vita sociale intriso della più vera affabilità.

 


 

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