La felicità al potere

La felicità al potere

Un ex guerrigliero al palazzo governativo. José “Pepe” Mujica nasce nel 1935 da una famiglia contadina. Perde suo padre quando è appena un bambino e ben presto comincia ad aiutare sua madre Lucy nel lavoro di fioraia alla periferia di Montevideo. Suo zio Angelito gli trasmette la passione per la politica; a quattordici anni entra in un gruppo anarchico. Comincia il suo percorso nella politica nazionale con il deputato blanco (conservatore) Enrique Erro, che poi diventa Ministro dell'Industria in Uruguay. In quel periodo viaggia molto, in Europa e nei Paesi dell'Estremo Oriente. Si innamora di Cuba e della sua rivoluzione. È tra i primi a entrare nel gruppo di resistenza armata uruguayano dei Tupamaros, fondato dal sindacalista Raùl Sendic nel 1962. Sono gli anni in cui si comincia a profilare l'ombra dell'imperialismo americano nei paesi sudamericani, che in pochi anni avrebbe portato a spietate dittature e all'Operazione Condor per l'incarcerazione e la repressione sistematica dei membri dei Movimenti di Liberazione Nazionale e dei non allineati da parte della CIA e del Governo Nixon, che usano i governi sudamericani come bracci armati del loro potere. Catturato nel 1972, è sottoposto a carcere duro e torture per quattordici anni. Impazzisce e si riprende. Diventa Presidente dell'Uruguay nel 2010 per il Frente Amplio, partito che dà voce alle molte anime progressiste della sinistra...

“La felicità al potere” è un buon libro per conoscere meglio la storia e i valori di un uomo che ha fatto della sobrietà e della resistenza alle ingiustizie sociali il suo stile di vita. José “Pepe” Mujica oggi affolla le bacheche dei social network con il suo sorriso bonario e le sue parole umili. Nelle foto più note la fattoria in cui vive o il suo malconcio maggiolino azzurro fanno da sfondo al suo presentarsi al Mondo. Ma c'è molto di più: il Presidente Mujica con la sua strategia ha reso l'Uruguay, nei cinque anni del suo mandato, un Paese meno povero e più felice, in cui l'indigenza sociale ora ha percentuali vicine allo zero (0,5%) . La sua visione politica anti-capitalistica è molto più funzionale di quanto traspare. È un progressista che crede nella forza della cultura e della scienza etica (“non potremo mai avere un'umanità nuova con una cultura vecchia”), che crede nell'unione e nel mercato comune dei Paesi Sudamericani (il Mercosur, fondato nel 1991) per affrontare le sfide della globalizzazione, che ha realizzato riforme sociali per l'ampliamento dei diritti civili, che ha creduto nelle fonti di energia rinnovabile e nella legalizzazione delle droghe leggere per depotenziare il cartello del narcotraffico, una delle piaghe più pericolose del Sudamerica. Il libro è suddiviso in quattro parti, una breve biografia romanzata in cui si riportano le tappe fondamentali della vita di Mujica, un'intervista rilasciata a Montevideo alla casa editrice Eir, un'appendice fotografica e la traduzione di diversi di discorsi del Presidente che consentono di conoscere meglio il suo pensiero e il suo sogno. Da leggere con la consapevolezza che un'utopia può realizzarsi, anche se “l'impossibile costa un po' di più”.

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