La felicità delle piccole cose

La felicità delle piccole cose
Frédéric è un giovane avvocato di successo che esercita la sua professione a Parigi; il fatto di non aver mai superato l'abbandono da parte del padre, avvenuto trent'anni prima, non gli ha impedito di raggiungere importanti obiettivi. Il suo stile di vita mondano e la sua collezione di quadri impressionisti ne hanno fortemente minato la stabilità economica, tanto da rischiare il pignoramento di alcune opere. Inaspettatamente, Frédéric riceve da un notaio la notifica di un'eredità da parte di uno sconosciuto. Il lascito consiste in una misteriosa “mappa del tesoro” che dovrebbe condurre ad un prezioso dipinto. Spinto dalla curiosità e dalle urgenti necessità economiche, Frédéric intraprende il percorso della mappa attraverso musei e gite in barca; proprio durante una di queste tappe incontra lo zoppo Jamel, con il quale instaurerà in breve tempo un profondo rapporto di amicizia, tanto da coinvolgerlo nella ricerca del “tesoro”... 
La felicità delle piccole cose è un'ottima (e intelligente) alternativa al chick-lit à la Sophie Kinsella se comunque si vuole restare dalle parti del romance. Caroline Vermalle ha saputo costruire una commedia “avventurosa” dai ritmi incalzanti che si regge perfettamente sul mistero rappresentato dalla ricerca di un tesoro, non ponendolo tuttavia come unico elemento rilevante del romanzo. La Vermalle, infatti, fa soprattutto leva sul concetto di “bene universale” inserendo nella storia temi come l'importanza della famiglia, dell'amicizia e della tolleranza. La cornice di una Parigi invernale, un intreccio di personaggi bohémien che sembrano usciti da Il meraviglioso mondo di Amélie e i riferimenti all'arte sono altri grandi valori aggiunti per un libro che potrebbe essere portato senza difficoltà sul grande schermo. La felicità delle piccole cose indubbiamente non è una lettura impegnativa, ma ha comunque una sua profondità, quasi fosse la versione in prosa di uno dei quadri di Monet spesso menzionati dalla scrittrice, nei quali immagini semplici come delle impronte sulla neve o un ponticello stile giapponese in un giardino sono in grado di toccarci l’anima.

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