La foglia grigia

La foglia grigia
1877. Giulio Verbasco ha avuto una vita decisamente avventurosa: è stato combattente delle guerre di indipendenza e poi si è trasferito in Messico, dove ha conosciuto una donna bella e misteriosa che, dopo avergli dato una figlia, Libera, al ritorno in Italia è fuggita senza lasciare traccia di sé. Verbasco è diventato nel frattempo commissario di polizia a Perugia, ma esercitare questa professione nell’Italia post-unitaria non è affatto facile. Verbasco poi ha un carattere burbero e scontroso, senza contare la sua scarsa confidenza con l’italiano scritto e parlato. Ma come investigatore è davvero bravo e a colmare le sue lacune diplomatiche e grammaticali ci pensa il fido Chelazzi, poliziotto giovane e sveglio. Di lavoro ne avranno un sacco, Verbasco e i suoi uomini, perché in città si stanno verificando atroci delitti. Giovani donne vengono ritrovate barbaramente uccise, con segni di torture sul corpo e i ventri squartati.
A complicare le cose ci si mette il grande Poeta Giosuè Carducci che arriva a Perugia inviato dal ministero per presiedere agli esami di licenza liceale. Verbasco è molto contrariato perché il prefetto, distogliendolo dalle indagini sugli omicidi, lo mette alle costole del poeta al fine di proteggerlo. Il commissario però non riuscirà appieno nel suo scopo, visto che lo stesso Carducci verrà ritrovato con la camicia zuppa di sangue a sorreggere il corpo di una donna morta e sarà accusato di omicidio. Grazie all’intuito di Verbasco e alle indagini minuziose di Boeris, un agente dei servizi segreti arrivato con tempismo sospetto a Perugia, si scoprirà che gli omicidi sono strettamente connessi ad altri delitti avvenuti in altre città. Città dove si era sentito parlare della “foglia grigia” un misterioso vegetale dai poteri sovrannaturali...
In un turbinio di azioni e colpi di scena, questo “pasticciaccio brutto” coinvolge la massoneria, la chiesa, i movimenti rivoluzionari, e mette in scena personaggi storici come Camillo Benso di Cavour e il poeta Carducci, trasformandoli in comprimari che si muovono in un affresco sordido e perfettamente raccontato. Dai vicoli bui di Perugia, set originale e ancora poco esplorato dal thriller italiano, emerge una storia avvincente e inquietante sul potere, la politica, i vizi e le virtù dei governanti. Un romanzo di sangue e misteri che è anche, però, un’accorata riflessione sulla democrazia e sulla giustizia e sullo spirito unitario di un Paese. Da leggere pensando a oggi.

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