La folle storia del kamikaze che non voleva morire

Primi del Novecento, Parigi. Uno spregiudicato psichiatra accetta di assassinare – su incarico della famiglia della donna – la ricchissima signora X, che del resto è già convinta di essere morta molti anni prima, di non avere più cuore né polmoni e di essere ripiena di polvere. Dopo averle sparato un colpo in testa, lo psichiatra apre il ventre della donna con un coltello da caccia e scopre che… 2030. Il mondo intero tranne l’Africa è colpito da una terribile pandemia di suicidi inspiegabili che ha fatto precipitare l’età media a poco più di trent’anni. L’anziano (ha più di quarant’anni) presidente dell’associazione Emergenza Epidemica, K, decide di appoggiare la controversa teoria del giovane dottor I, un brillante psichiatra che ritiene che la pandemia sia causata dall’influenza di FooG, una piattaforma nata dalla fusione del più importante social network con il più importante motore di ricerca, sulla mente della popolazione… Un uomo e suo figlio di quattro anni sono barricati in uno chalet di montagna nei pressi di Pescasseroli, assediati da un branco di zombie tra i quali c’è anche la moglie dell’uomo. Hanno solo acqua, il cibo è finito e l’uomo capisce che deve uscire per procurarsi qualcosa da mangiare. Ma come fare? Le opzioni sono le seguenti: uscire lui di casa lasciando il bambino da solo, portarlo con sé, suicidarsi e uccidere il bambino prima che succeda l’inevitabile o aspettare soffrendo la fame che giunga un improbabile aiuto esterno. Bisogna sceglierne una pregando che sia quella giusta… Nonostante siano passati cinque lunghi anni, non si è ancora abituato alla guerra. Arranca nel fango sotto la pioggia battente di un mondo lontano, è isolato in territorio nemico con la divisa inzuppata, nascosto dietro una roccia. Rimpiange la sua casa, sua moglie, suo figlio. Odia i suoi nemici, quei crudeli bastardi, mostri schifosi, razza inferiore e primitiva sebbene siano meglio armati… Cosa hanno in comune uno stalker paranoico innamorato di una sua collega e deciso a tutto pur di conquistarla, un giovane fedifrago che passa una notte di fuoco con la sua giovanissima amante nel garage del padre di lei e un uomo che scrive una appassionata e dolcissima lettera d’amore alla sua donna, che dopo cinque anni di splendida convivenza sta per regalargli un figlio? Sono tutti e tre cavie di un incredibile esperimento effettuato su pazienti in coma profondo...

La narrativa pulp, fantastica e weird è una cosa seria. Ha radici antiche e sa cambiare pelle continuamente, adattandosi a nuovi linguaggi e dando corpo alle inquietudini della contemporaneità. Spesso considerata letteratura di serie B o addirittura “non letteratura”, è invece più efficace di tante altre – se non di tutte le altre – forme letterarie nell’intercettare lo zeitgeist e nel saper parlare all’inconscio dei lettori. La sua natura popolare, sanguigna, a volte grottesca e cruda, regala agli autori che scelgono questa cifra stilistica il privilegio di una maggiore indulgenza da parte dei lettori, che guardano più al ritmo, all’inventiva e alla capacità di sfornare colpi di scena che all’eleganza o alla forma. Ebbene, di questa pur sacrosanta indulgenza Claudio Marinaccio – giovane editorialista di “Wired”, “La Stampa” e “Io Donna” molto presente sui social network – abusa un po’ troppo. Nella sua antologia – che consta di undici racconti – troppe ingenuità, troppi inciampi, troppe rozzezze. Scrivere in modo brusco e un po’ naif a volte dona fascino e imprevedibilità ai racconti fantastici, ma in molti momenti qui si esagera davvero. Un vero peccato, perché qualche ottima idea non manca (una per tutti, quella alla base della trama della title-track de La folle storia del kamikaze che non voleva morire: una guerra civile tra “malati mentali” e “sani di mente” che insanguina un’umanità infettata dal wi-fi e nella quale intervengono attivamente Dio e il Diavolo – per non parlare di un Wilhelm Reich in formato Mengele) e sarebbe probabilmente bastato il saggio e mirato intervento di un editor esperto ad aggiustare il tiro evitando gli svarioni più grossolani. Molto piacevole la veste grafica allestita dalla Miraggi, arricchita dalle illustrazioni vintage di Luca Garonzi, efficaci ma non sempre in sincronia con il racconto a cui sono associate (per esempio Delirio di negazione è ambientato ai primi del Novecento, non negli anni Cinquanta).



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