La gabbia delle scimmie

La gabbia delle scimmie
Charlie Swift è un gangster, uno di quelli tosti. Occhi da pazzo, pistola con il colpo in canna pronta a fare boom... si direbbe che l’unica cosa che manca al ritratto è un bicchiere di whisky di qualità mediocre che brucia in gola come fuoco e un piede che schiaccia l’acceleratore come fosse una pallina anti stress. Che cosa significa essere Charlie Swift? Vuol dire essere in guai seri. Quando il suo boss si ritrova con le spalle al muro perché il capo dei capi di tutta la criminalità di Miami si vuole appropriare anche della sua zona, lui resta l’unico sopravvissuto di una carneficina senza precedenti. La sfortuna/fortuna vuole che i registri segreti sui quali sono appuntati i contatti dei malavitosi più pericolosi di tutto lo Stato siano proprio nelle sue mani. E allora via, al volante della sua Chrysler, a tutta velocità cercando di salvarsi la pelle...
Ne La gabbia delle scimmie (mai titolo fu più azzeccato considerata la follia generale che impregna le pagine) gli inseguimenti sono rocamboleschi e ai limiti del paradossale, i personaggi sono grezzi e tagliati con l’accetta, senza fronzoli e dal cuore duro. Per Victor Gischler, che con questo primo romanzo si cuccò una nomination per l’Edgar Award, fu un esordio hard-boiled di ottima fattura, il primo di una serie di quattro romanzi il cui ultimo Go-Go Girls of the Apocalypse ha avuto un ottimo successo in America. Frenesia è la parola chiave, sia nella trama che nello stile: sincopato, concitato, febbrile, non c’è un momento di pace! Il lettore non ha tempo di soffermarsi a ragionare, a riflettere, ogni paragrafo è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Se volessimo tirare fuori un paragone cinematografico penseremmo automaticamente a Quentin Tarantino e se pescassimo nel panorama thriller-splatter-black humor-hard boiled spunterebbero Mickey Spillane e Raymond Chandler. Lo stesso autore, in una recente intervista, associa al suo romanzo una colonna sonora di tutto rispetto: Warren Zevon, Johnny Cash, Jethro Tull e Frank Sinatra. Ottima scelta! La trama è già stata già sceneggiata da Lee Goldberg (scrittore ed autore televisivo) ed è, a quanto sembra, pronta per essere trasposta cinematograficamente. Se ne vedranno delle belle...

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