La gang dei sogni

La gang dei sogni

Aspromonte, primi del '900. Cetta Luminita, dopo aver subito una violenza sessuale, decide di emigrare per dare a se stessa e suo figlio Natale un futuro. La nave che li porta in America è il prolungamento dell'inferno vissuto in Aspromonte, ma alla fine i due arrivano nella tanto agognata Ellis Island, dove Cetta rimarrà con il suo nome e Natale diventerà Christmas Luminita, perché i funzionari dell'immigrazione americana non capiscono il suo nome italiano. La vita nel Lower East Side di New York è molto dura, ma Cetta ha una certezza: suo figlio sarà un americano. Lo cresce alimentandolo con i sogni e raccontandogli storie. La vita nel ghetto non è facile per nessuno, ma Christmas ha un sogno, a differenza di quei poveri cristi senza speranze. Una sera salva Ruth, una ricca ragazzina ebrea, e da quel momento le loro vite si intrecciano a tal punto che sarà difficile vivere l'uno senza l'altro... La Gang dei sogni è la storia di New York, una storia di gangster, di amore e d'amicizia, della prima radio indipendente, di un orologio di Harlem che segna sempre le sette e mezzo e di una gang su tutte: i Diamonds Dogs. La canzone di David Bowie viene prestata a New York, diventa una banda, poi un simbolo, è la parola che entra in tutte le case di Manhattan e di Brooklyn per finire sulla bocca di quei ragazzini che per strada urlavano i titoli dei giornali, è la vita vissuta, è un sogno, è… buona notte New York. Il romanzo di Luca Di Fulvio racconta con luci e ombre le tinte forti e la durezza dell'America dei primi trenta anni del secolo scorso, dell'immigrazione, dell'emarginazione, dell'umiliazione e dell'orgoglio. L'autore non si risparmia nei dettagli, è minuzioso e sa cogliere le sfumature grazie alle quali dona profondità alle storie, a Cetta, a Christmas, a Ruth, a Sal e a tutti i personaggi che si incontrano nelle circa seicento pagine del libro, che inizia con una citazione di William Butler Yeats: "La responsabilità ha inizio nei sogni". È azione, sono le diverse modalità del dire, è la conquista di un sogno da parte di chi sa sognare. È un libro dove tutto ha un peso, dove non si rinuncia - semmai si rimanda - dove le cose si conquistano e si costruiscono attraverso l'amore, la fiducia, la speranza e il tempo. È rischiare, è andare incontro al destino aprendogli le braccia. Luca Di Fulvio è bravo quasi quanto Christmas Luminita a raccontare storie, e forse anche lui preferisce la radio alle immagini, preferisce Broadway a Hollywood. Anche se i suoi libri sono stati comprati dal cinema.

Leggi l'intervista a Luca Di Fulvio

 

 

 

 
 
 
 
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